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TANKGEWER M1918

Questo fucile anticarro nacque da un programma che prevedeva lo sviluppo di un nuovo fucile in grado di contrastare i cingolati e dunque danneggiarli; il progetto durò una cosa come 7 anni l’arma è basata su un fucile tedesco(Gewehr98), con l’otturatore di tipo Mauser che era molto simile a quello del Gewehr88; però le differenze sostanziali tra il fucile in questione e quello che prese spunto sono altre esempio che il fucile in questione è dotato di impugnatura da pistola(come negli shot-gun moderni);un altra differenza è che questo è un blocco unico invece quello da cui presero spunto aveva due pezzi( parlo dell’otturatore ovviamente) comunque il fucile in questione è camerato per la cartuccia 13,2x92mm( e da quanto ho capito fu camerato in quel calibro il fucile che entrò poi in produzione, perché i primi prototipi erano camerati per la cartuccia 7,92 tedesca).

Il fucile è mono colpo e fu prodotto dalla ditta OBERNDORF AM NECKAR, che ne produceva una cifra impressionate circa 300 fucili al giorno(spaventoso!?); fu uno dei primi fucili anticarro in sevizio durante la prima guerra mondiale.

IL GRILLETTO (PICCOLO APPUNTO)

Il grilletto o leva di scatto è quella parte d’arma che fa partire il cinematismo di scatto arrivando poi allo sparo, questo elemento è imperniato nel ponticello e protetto dal paramano, il tiratore appoggia il dito sulla parte del grilletto chiamata coda, nelle armi basculanti il grilletto è fissato grazie a delle viti nella parte inferiore della bascula. Nel caso di arma bigrillo cioè con due grilletti il primo libera parzialmente il cane permettendo al tiratore di aggiustare la mira, il secondo invece le libera totalmente facendo partire il cinematismo e di conseguenza lo sparo.

UN PO’ DI STORIA DI ARTIGLIERIA

Il campo dell’artiglieria si affermò nella seconda metà del XIV, in quel tempo le armi da artiglieria erano di dimensioni molto contenute fuse col bronzo in pratica venivano costruiti come una botte di vino con tutti i bacchetti di ferro con tubi di rinforzo o anelli per rafforzare ulteriormente; questa fetta molto grande e poco conosciuta del mondo armiero si sviluppò dopo la scoperta della polvere nera per poi espandersi con l’evoluzione metallurgica, che portò alla realizzazione di pezzi unici; il boom dello sviluppo di queste grosse armi si ebbe tra il 1450 e il 1550 dove si perfezionarono le tecniche di fusione. In principio questo sistema chiamato a botte risultò molto problematico perché la canna risultava aperta in tutte due i poli a cui di solito veniva avvivata la coda dopo aver caricato il cannone; un altro sistema molto avveniristico di quel tempo era in pratica un fascio di canne fissate su un affisso ma il difetto più grande anche li era il caricamento. Non solo l’artiglieria era in miglioramento anche se agli inizi quasi inutile se non per assedi, ma anche le dinamiche di combattimento erano più organizzate infatti l’artiglieria fu suddivisa in due scaglioni quella da piazza e quella da campagna.