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CENNI SULLA POLVERI INFUMI

La polvere infume, andò a sostituire la polvere nera( gli esperti del tempo considerarono la nuvola di fumo generata allo sparo di un arma a polvere nera un grosso limite per l’arma stessa). La scoperta della polvere infume va a braccetto con la scoperta della nitroglicerina e della nitrocellulosa resa compatta da alcool ed etere per poi gelatinizzarla creando la prima polvere infume denominata polvere B; in un secondo tempo grazie ad ALFRED NOBEL che trovò il modo di stabilizzare la nitroglicerina dando alla luce la dinamite.

Le polveri infumi; possono essere suddivise in 3 gruppi:

MONOBASE: che viene ottenuta per la maggior parte di nitrocellulosa (per l’esattezza al 95%) contiene una piccola parte di nitroglicerina ma svolge un azione solo da mordente

DOPPIA BASE: queste polveri hanno 2 componenti come si può dedurre dal nome; che sono nitroglicerina e nitrocellulosa; in questo caso il vantaggio è palese cioè maggiori dosi a parità di volume e poi una maggiore stabilità per via della stabilizzazione della nitroglicerina.

TRIPLA BASE: questo ultimo gruppo oltre la nitrocellulosa e la nitroglicerina ha un terzo componente che è la nitro guanidina; ma è usata solo in campo militare.

Nella chimica la polvere infume può essere suddivisa in altri gruppi che sono esempio il propellente come può essere la nitroglicerina; comunque con l’arrivo del anima rigata a fine 800′ e avendo così una traiettoria, data dalla rigatura ed un tiro utile molto più ampio; la polvere nera non aveva abbastanza forza per imprimere la sufficiente velocità alla palla. E PER CITARE UN ANTICO CON L’ARRIVO DELL’ ANIMA RIGATA ” FINALMENTE IL DIAVOLO NON E’ PIU’ IN GRADO DI CAVALCARLA PER DEVIARNE LA TRAIETTORIA”.

POLVERI INFUMI

Tutto iniziò con il più antico propellente “esplosivo” che era una miscela di tre ingredienti fondamentali che sono: carbone, zolfo, nitrocellulosa poi con lo scorrere degli anni grazie a un chimico francese che tramite un processo chimico di gelatizzazione della nitrocellulosa mischiata ad etere e alcool; questa invenzione che era completamente diversa dalla polvere nera perché riduceva di molto la combustione con la differenza sostanziale che le polveri infumi producevano solo scorie gassose.

I propellenti infumi possono essere composti da nitrocellulosa, nitroglicerina, stabilizzanti, aditivi e se per uso militare possono contenere anche nitro guanidina; i propellenti che siano singola, doppia o tripla base sono tutte molto sensibili al calore e sono la causa principale dell’accelerazione del proiettile aumentandone le prestazioni in rapporto al fattore forma e il peso palla, tutto questo in relazione alla quantità di propellente intesa come miscela può subire variazioni nella velocità alla bocca.