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IL MORTAIO

th33C1Q6NM(il termine mortaio deriva dal latino MORTARIUM=VASO o recipiente dove triturare sostanze da ridurre in polvere.)  le prime armi da fuoco che si sviluppano in Europa con la scoperta della polvere da sparo non erano portatili i metodi di costruzione erano artigianali e prevedevano una base di legno su cui fissare una canna. uno dei primi documenti di armi che ne prova l esistenza e l impiego risale al 1453 sul vocabolario militare di Alberto  Guglielmotti che risale al 1889; gli antichi mortai ad avancarica potevano avere due orecchioni a mezza altezza, come altre bocche di fuoco, o un unico doppio orecchione collocato alla base della culatta in questo venivano in alcuni paesi chiamati trabucchi. col seguirsi del evoluzione i mortai seguirono la stessa evoluzione delle altre artiglierie diventarono sempre più prestanti e con canna rigata , nel 1915 Wilfred Stoker ideo il primo mortaio moderno che era incredibilmente semplice ma allo stesso modo efficace in grado di sparare 22 colpi al minuto con gittata di circa un km. aveva una base larga per assorbire il rinculo ed aste metalliche di posizionamento. i sistemi di posizionamento comprendono calibri da 60/81/120 e offrono un eccellente equilibrio tra peso e maneggevolezza della piattaforma e una rapida messa in posizione ed un alta operatività e facile manutenzione chiamato mortaio da fanteria. il lanciabombe da 76mm inventato da Wilfred Stoker viene considerato il mortaio più antico in questo genere.

BERETTA 1915

Quest’arma semiautomatica disegnata da TULIO MERENGONI, è la prima pistola nata in casa Beretta; brevettata a fine giugno del 1915 e in servizio fino al 1945 andò a sostituire i vecchi revolver Chamelot Dalvigne 1874 e la italiana Bodeo.

La Beretta 1915 rilasciata quasi subito all’esercito italiano durante la prima guerra mondiale; è una pistola affidabile e facilmente riproducibile anche in larga scala, fu prodotta in due calibri diversi che sono il 7,65×17 e in 9mm Glinsenti che in pratica è un 9×19 meno aggressivo, ha un funzionamento a massa battente ; dotata di due sicurezze manuali di cui una sul retro del telaio per bloccare il percussore; e l’altra sul lato sinistro per bloccare il grilletto, le dimensioni non sono proprio contenute e il peso c’è. L’arma ha un caricatore a 7 colpi in lamiera d’acciaio, un impugnatura leggermente inclinata rispetto l’asse della canna anche se a colpo d’occhio risulta venire giù dritta; le guancette sono in noce zigrinato, la lunghezza totale dell’arma è di circa 17cm.

BERETTA PRODUSSE CIRCA 15.300 ESEMPLARI DI 1915 PER POI ANDARE A MIGLIORARLA CON IL MODELLO 15/19.

BERETTA M34/35

La Beretta M34 è una pistola semiautomatica a chiusura labile che fu il capolavoro di Tulio Merengoni. Riuscì ad unire semplicità ed efficienza costruttiva, fu concepita per le forze di pubblica sicurezza( e adottata dalla marina aeronautica nel 1936 con il suo numero di parti 39, ne furono realizzate 525000 esemplari. Il modello 34 fu l’evoluzione del modello 31, conservando il calibro 7,65(il modello 34 anche in versione calibro 380 A.C.P o 9×17)il calibro 7,65 fu messo in produzione per il mercato civile. Il caricatore ha una capienza di 7 colpi con impugnatura a sperone ripresa dalla 1919( beretta aveva già una semiautomatica camerata per il 9 corto era il modello 32). Le guancette del modello 34 sono in filbak a differenza del modello 31 che erano in legno.COCVCODE