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PATTERN MOD.1917

Questo fucile ha avuto origine dal suo modello precedente, che era un modello sperimentale prodotto dalla EDDY STONE; la differenza dal modello precedente è il calibro che invece di essere in 30-03 è in 30-06; e vennero apportate anche alcune modifiche sulla culatta e diottra; il fucile va in chiusura come il fucile ENFIELD, l’otturatore è di tipo Mauser cioè girevole scorrevole; ha un caricatore a sei colpi con lastrina di caricamento che fu usata anche nello Springfield modello 1903, ed era anche qualche centimetro più lungo; ma lo Springfield aveva una produzione più accurata. Il modello 1917 era un fucile molto affidabile; e ampiamente usato dai soldati rispetto allo Springfield 1903, aveva una lunghezza di 660mm, con una rigatura a 2,4,5 linee sinistrorse, pesa circa 3700 grammi e ha una velocità alla bocca di 820m/s(questo modello fu venduto in più di 2 milioni di esemplari); il modello civile fu rilasciato nel 1920 e dopo essere sostituito continua ad essere un ottimo fucile da addestramento; anche se al giorno d’oggi risulta un po’ spartano.

LA MAUSER C96

La Mauser 1899 nasce per sostituire le vecchie rivoltelle dell’epoca; la sostituzione era prestabilita per diverse fazioni e luoghi militari che sono:

  • allestimento delle nuove navi
  • cacciatorpediniere e torpediniere
  • accademie navali e scuole
  • altre navi di importanza militare
  • e servizio su terra ferma

Quest’arma fu adottata agli inizi di febbraio dell’anno 1899, con la denominazione ufficiale della casa produttrice di C96 o M96 la versione militare che arrivò nel 1912; i primi modelli dopo il collaudo che durò 120 giorni in lotti da 1000 pistole erano in calibro 9mm export e poi in 7,63 Mauser. Il vero problema della distribuzione di quest’arma, erano i ricambi che poi furono limitati in 3 parti che erano: l’asta guida molla posteriore del cane; la leva di sicurezza; e la molla dell’elevatore delle cartucce.

LA MAUSER C96 COSTAVA CIRCA 70 MARCHI COMPLETA E UNA SINGOLA CARTUCCIA CIRCA 10 CENTESIMI

Questa pistola fu brevettata l’11 dicembre del 1895, ha un funzionamento a corto rinculo con ritardo di apertura di tipo mauser con un passo di rigatura da 4 a 6 linee(il castello era ricavato dal pieno dell’acciaio) destrorse e caricatore a 10 colpi caricato a stripper clips(quelle italiane si differenziavano dalla fresatura di alleggerimento sui lati dell’castello); una curiosità di questa pistola, a parte il caricatore davanti al grilletto che è la principale, c’è anche la fondina che grazie all’impugnatura; con guancette in legno avvitate e una fresatura per far diventare la fondina in legno e cuoio; diventando un calcio trasformando l’arma in un mini fucile. La mauser C96 uscì di produzione nel 1935; fu progettata dai fratelli FEEDERLE e nel corso degli anni di adozione e produzione fu un arma molto clonata, e ne fecero pure una versione in FULL-AUTO con caricatore amovibile denominata M712.

La Rigatura

La rigatura è formata da solchi elicoidali, detti principi che si trovano all’interno della canna; che possono essere divisi in pieni di rigatura che permettono il forzamento del proiettile e incidono il proiettile coi bordi taglienti; poi ci sono i vuoti di rigatura che sono solchi impressi durante la lavorazione per mettere in evidenza i pieni.

La distanza tra pieni di rigatura è detta calibro(la rigatura in qualche modo è proporzionata al peso del proietto e la sua lunghezza) esistono sostanzialmente 3 tipi di rigatura che sono: PROGRESSIVA quando le righe sono decrescenti verso la volata, e in questo caso l’intaglio di rigatura è meno marcato. ELICOIDALE quando la rigatura è costante per tutta la lunghezza della canna(esistono pure rigature poligonali che in pratica hanno un solo bordo). La rigatura viene caratterizzata dalle righe e dal passo di rigatura, che può essere destrorso o sinistrorso e questo dipende dalla scelta del produttore; il numero delle righe può andare da 3 a 6 per arma corta e in casi eccezionali fino a 16 per arma lunga(un calcolo sbagliato delle righe può incidere sulla stabilità del proietto).

In un arma da fuoco la lunghezza della canna influisce sulla velocità del proietto, che grazie al suo asse dato dal moto giroscopico; dando al proietto una traiettoria (maggiore sarà la lunghezza della canna, e maggiore sarà la gittata perché il proietto potrà gestire al meglio; la spinta del propellente e acquistare maggiore stabilità).

LO SPARO

L’azione di sparo è determinata dalla pressione del dito sulla leva di scatto o più comunemente grilletto, una volta premuta si attiva una cinematismo di scatto che fa si che il percussore andando a colpire l’innesco attiva un processo che finirà col uscita del proietto dalla volata.

Una volta che il percussore ha colpito l’innesco l’azione di sparo possiamo suddividerla in fasi, la prima è la detonazione che con l’urto da parte del percussore genera una piccola esplosione che permette l’accensione della carica di lancio iniziando così una deflagrazione si perché la povere all’ interno brucia in maniera regolare i gas si espandono facendo partire il colpo che inizia il suo viaggio all’interno della rigatura per poi uscire dalla volata.

Finito il processo l’arma riarmerà una nuova cartuccia e sarà pronta per lo sparo successivo.

metodo shadowgraph

Questo metodo usato in modo particolare in fluodinamica, che prende anche il nome di metodo a ombra diretta permette la ricostruzione di un immagine senza dover richiedere particolari operazioni di calibratura o centratura; e senza l’uso di filtri, i risultati sono equivalenti con un elaborazione ottica non immediata.

QUI NE POSSIAMO VEDERE UN IMMAGINE ESEMPIO CHE RAPPRESENTA UN PROIETTILE DA FUCILE DI CUI NE MOSTRA LA TRIETTORIA DI CUI LA SUA CORSA HA UNA VELOCITA’ POCO SUPERIORE AL MATCH.

il sistema di scatto

In un arma da fuoco che non sia catalogata come arma da guerra perché nelle armi da guerra ogni singola parte è essenziale; ma tornando a noi di solito nelle armi abbiamo delle parti essenziali che senza quelle l’arma è inutilizzabile tra questi componenti è presente il sistema di scatto che comprende il grilletto, molle e leve un disconnettore( che permette all’arma di sparare in modalità semiautomatica disconnettendo il cane dal sistema di scatto facendo si che il tiratore deve ripremere il grilletto per il colpo successivo); il grilletto che anche lui fa parte dello scatto o tecnicamente chiamato leva di scatto è la partenza di un susseguirsi di azioni meccaniche che hanno come fine l’uscita del proietto dalla volata.

Parlando sempre del grilletto determina anche un altra azione che si può divedere in tre fasi:

-AZIONE SINGOLA: il tiratore ogni volta sparato un colpo deve riarmare il cane per sparare il successivo. Questa è usata anche oggi e agevola molto l’arma sia nel fattore di tiro che è molto più pulito sia nel azione meccanica che è meno sotto stress

-AZIONE DOPPIA: il tiratore in questo caso potrà sparare colpi in successione senza dover sempre riarmare il cane, il suo unico difetto se cosi lo vogliamo chiamare è uno stress meccanico abbastanza rilevante per l’arma stessa.

-AZIONE MISTA: come nel caso del revolver il tiratore potrà scegliere se sparare in doppia o in singola azione. oggi i revolver come le semiautomatiche sono quasi tutte ad azione mista.

MOSCHETTO CHARLEVILLE

Questo moschetto usato dalle truppe francesi durante la guerra di indipendenza come arma primaria; è basato su un modello datato 1766 il fucile fu prodotto dal 1777 agli inizi dell’ottocento, a differenza del fucile su cui è basato il modello 1777 gli fu sostituito lo scodellino in ferro con uno in ottone, e il cane ingrandito e rinforzato.

I tiratori più esperti con quest’arma riescono a sparare anche 4 colpi al minuto; fino a scendere ai 2 per i dilettanti un grosso errore che si faceva era lasciare l’asta spingi palla dentro la canna e le conseguenze erano devastanti soprattutto per il tiratore; l’arma era in calibro 17,5 ed era priva di alzo di mira ma benché fosse tarato per i 1000mt il suo tiro utile effettivo era di 50mt poco più; perché questo fucile era ad anima liscia, e le armi di quel periodo erano tutto benché precise; al momento dello sparo la palla ballonzolava sbattendo contro le pareti della canna, e quando usciva dalla canna la gittata era breve(e per prendere qualcuno era per lo più culo).

QUESTO FUCILE QUANDO FU FORNITO ANCHE AGLI AMERICANI FU LA BASE PER IL LORO FUCILE SPRINGFIELD MOD.1795.

PS. NEL FUCILE IN QUESTIONE ERA IN DOTAZIONE PURE LA BAIONETTA MA VISTO IL FERRO SCADENTE CON CUI ERA COSTRUITA ERA TUTTO MENO CHE FUNZIONALE.