TZ-45

Verso la fine della seconda guerra mondiale, due progettisti italiani in collaborazione con un altra fabbrica d’armi decisero di costruire il loro primo fucile mitragliatore; costruito verso la fine della seconda guerra mondiale e di facile produzione( visto che il fucile era in lamiera stampata in acciaio); con un funzionamento a massa battente, la particolarità di quest’arma era appunto la sicura automatica che esisteva già, ma in armi corte come esempio la famigerata Colt 1911; questa sicura alternativa permetteva di bloccare la corsa dell’otturatore se l’arma non era impugnata a dovere, ma non era l’unica sicura perché era dotato anche di selettore di tiro e quindi di una sicura meccanica al percussore oltre che la scelta se sparare in semiautomatico o automatico.

Il TZ-45 come nell’immagine sopra presenta caratteristiche anche riportate in altri similari esistenti oggi come il PM12 della Beretta, infatti si nota l’otturatore tubolare con molla assistita dal guidamolla; il percussore che a prima vista è lanciato(cioè senza l’ausilio del cane); un altra caratteristica è il calciulo che essendo retrattile ricorda l’M3.

L’arma è camerata per il calibro 9x19mm; il caricatore può ospitare fino a 40 cartucce, la sua precisione è limitata a circa 80 metri; i colpi al minuto sono 800 con un tiro utile di 150m.

UNA COPIA CON CARATTERISTICHE INTERESSANTI(RUBI PISTOL)

Quest’arma che ha come base la famosa pistola semiautomatica, progettata da J.M.BROWNING cioè la M1903; e a mio parere simile se non quasi uguale alla BERETTA 1915 ma comunque tanti produttori presero spunto dalla 1903; ma questa in particolare fu veramente la copia della copia, ma nonostante tutto aveva molti lati positivi uno tra tutti la facilità d’uso perché molto intuitiva; un altro lato positivo era la capienza del caricatore che date le dimensioni era notevole(9 colpi), però qui casca l’asino perché qui in Italia arrivavano solo quelle a 7 colpi ( che in effetti era l’arma originale).

La Rubi era la copia spudorata della Victoria, con molti più difetti di produzione e con un sistema di sicurezza per nulla preformante (infatti la maggior parte era difettata); ma nonostante tutto fu molto utilizzata in Francia per poi sparire del tutto quando la produzione finì nel 1958.

348 WINCHESTER

Questo calibro introdotto nel 1936 fu sviluppato per un fucile a leva, prodotto da Browning in produzione limitata( parliamo del modello 71); la cartuccia appunto sviluppata proprio per fucili a leva, il modello in questione aveva infatti un impugnatura a pistola appunto per diminuire il rinculo (che era molto rilevante)ed avere più controllo dell’arma stessa; la munizione comunque è impressionante a corto raggio infatti è molto usata in nord africa per la caccia; grazie alla sua lenta espansione le uccisioni degli animali saranno molto pulite e l’efficacia a breve distanza è ottima; e anche la potenza che sono circa 4.000joule( che sono una badilata!!?).

Il 348 WINCHESTER è una cartuccia di tipo semi-rimmed , caricata a 250grani raggiunge velocità di 750m/s ; il calibro deriva dal 50-110WCF che è un vecchio calibro infatti si nota ancora la dose di povere nera nella denominazione; però oltre al rinculo abbiamo un altro difetto che è il diametro del fondello, essendo un diametro grande svantaggia il caricatore( parliamo di calibri mastodontici come il 450N.E, ecco il fondello è molto simile ).

PS: QUANDO PRIMA HO SCRITTO CHE E’ LA DOSE DI POLVERE NERA VUOL DIRE CHE IN UN METODO ANGLOSSASONE IN GENERE ABBIAMO: LA DISTANZA DEI PIENI DI RIGATURA, SEGUITI DAL NOME DEL PRODUTTORE (NELLA MAGGIOR PARTE DELLE VOLTE); NEL CASO DI VECCHI CALIBRI ES. 30-06 LA PRIMA CIFRA E’ IL QUANTITATIVO DI POLVERE NERA, E L’ATRA OVVIAMENTE E’ LA DATA DI PRODUZIONE.

POI E’ ANCHE VERO CHE NEL CALIBRO CHE HO CITATO NEL ESEMPIO PUO’ AVERE ANCHE L’ALTRO METODO CHE DA I SEGUENTI DATI: 7,62 CHE E’ LA DISTANZA TRA I PIENI DI RIGATURA E 63 CHE E’ L’ALTEZZA DEL BOSSOLO A VUOTO.

30.06 SPRINGFIELD

Questa cartuccia introdotta dagli Stati Uniti, deriva dalla cartuccia 30.03 che uscì col fucile che andò a camerarla, che era lo Springfield 1903; il 30.03 era una cartuccia molto performante e molto potente, con velocità che toccava i 700m/s ma venne sostituita dal 30.06 perché causava problemi alla canna in particolare alla rigatura erodendola.

Con l’avvento del 30.06 il fucile Springfield gli furono apportate modifiche, sia alla camera di cartuccia che alla canna, accorciandola; e altre modifiche in modo da ridimensionare il fucile per renderlo idoneo a ospitare la nuova cartuccia; che poi rimase in servizio per 50 anni.

Oggi questa cartuccia anche se ancora in commercio; viene usata da pochi amatori per uso caccia e per altri è considerata obsoleta soprattutto con l’avvento del famigerato calibro 5,56x45mm oggi in uso anche dall’esercito Italiano.

TYPE 64 CINESERIE

QUESTO FUCILE MITRAGLIATORE CON SILENZIATORE INCORPORATO, INTRODOTTO NEL 1964 NON SI BASA SU NESSUNA ARMA CORTA DI CALIBRI MINORI; L’ARMA FU PROGETTATA PER L’EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI FURTIVE IL SILENZIATORE E’ SIMILE A QUELLO PROGETTATO DA HIRAM MAXIM NEL 1909; IL SU FUNZIONAMENTO A MASSA BATTENTE A CORTO RINCULO ISPIRATO AL FUCILE MITRAGLIATORE PPS-43 E SISTEMA DI SCATTO PRESO DAL FUCILE BREN ( UTILIZZATO DALL’ ESERCITO BRITANNICO NEGLI ANNI 30 FINO AGLI INIZI DEGLI ANNI 90).

IL TYPE 64 FU CAMERATO PER LA CARTUCCIA 7,62X25 ( E’ UNA CARTUCCIA RUSSA CHE FU MOLTO UTILIZZATA DA RUSSIA E CINA PER POI ESSERE SOSTITUITA COL 9X18 MAKAROV); IL FUCILE ADOTTA UN CARICATORE DA 30 COLPI , PESA 3,8 KG E FU TENUTO ALLUNGO IN PRODUZIONE DALLA NORINCO.

LA BREN TEN

FINALMENTE LA MIA SEMIAUTOMATICA PREFERITA.

La Bren Ten è una pistola semiautomatica realizzata da Dornaus&Dixon, questi due progettisti per ideare il progetto andarono a chiedere consiglio a uno degli esperti dell’epoca cioè JEFF COOPER un comandante famoso per essere il padre del tiro a segno; il progetto iniziò prendendo una CZ75 modificandola pesantemente rendendola molto robusta e anche potente; Cooper insistette per la scelta del calibro, che doveva essere camerata in un calibro da fucile riadattato per arma corta denominato 40Special per poi rinominarlo 10mmAUTO come il nome dell’arma stessa che in principio si chiamava COMBAT SERVICE che dopo la nomina di 10mm auto divenne ufficialmente BREN TEN.

La Bren Ten fu la prima semiautomatica a camerare il 10x23mm o 10mm auto; adotta un funzionamento di tipo Browning Modificato; il sistema di sicura è molto simile a quello adottato da CZ in pratica grazie a una levetta posta sul fusto dell’arma quando è inserita blocca la catena di scatto e di conseguenza il grilletto( questo tipo di sicura permette di portare l’arma a cane armato con sicura inserita);avendo il cane esterno l’arma funziona sia in singola che in doppia azione, le guancette sono in nylon(credo non rimovibili) e le mire sono fisse.

L’arma prese nomea in Italia anche grazie alla serie MIAMI VICE, il calibro invece venne usato per la creazione di un altro calibro molto famoso che è il 40S&W(anche perché il 10mm è un calibro molto aggressivo e l’arma era difficilmente gestibile per la sua enorme potenza).

SE SIETE INTERESSATI ALLE SERIE TV E SAPERNE DI PIU’ SU MIAMI VICE ANDATE NEL SITO DI LUCIUS ETRUSCUS…..GRAZIE

FUCILE E PISTOLA MANCEAUX 1862

Sia il fucile che la pistola furono prodotti dalla MAC manifacture d’armes de Chatelleraut e testati dall’esercito francese fino al 1864, anche il calibro è lo stesso cioè 12mm come il sistema d’otturatore girevole, avevano tutte due un livello tecnico eccellente per quei tempi infatti i due grandi innovatori in campo armiero di quei tempi erano Chasseport con un sistema più pratico e quindi facile la costruzione in serie infatti vinse; poi c’era Manceaux che a livello tecnico era imprendibile sia a livello balistico, e poi la vita dell’arma era più longeva perché si incrostava meno sia la canna che il sistema otturatore però le tolleranze per la costruzione erano molto strette e difficili da rispettare se in serie, quindi Manceaux fu respinto all’inizio della guerra, il novembre del 1867.

(LA PISTOLA FU PRODOTTA IN 12 COPIE NEL CALIBRO 12MM, OGGI E’ MOLTO DIFFICILE DA TROVARE IL SUO PREZZO SI AGGIRA INTORNO AI 9000 EURO).

BERETTA 93R

Questa pistola automatica prodotta dalla fabbrica d’armi Pietro Beretta negli anni’70; nata per sostituire la vecchia Beretta M951R. L’arma è palesemente derivata dal modello 92; con anche lo stesso funzionamento a blocchetto oscillante ad azione singola con rigatura destrorsa a 6 principi; freno di bocca sulla volata forato a 6 fessure per ridurre il rinculo, tutti i comandi dell’arma sono sul lato sinistro del fusto compresa la sicura, che come nella 92 c’era la possibilità di tenerla in sicura col cane armato in tutta sicurezza; il caricatore è da 20 colpi ma può ospitare caricatori da 15 colpi della 92 l’arma è in calibro 9×19 parabellum con un tiro utile da 50 a massimo 100m.

La 93R dispone di una raffica di tre colpi con selettore di tiro e una seconda impugnatura davanti al grilletto per gestire meglio l’arma durante la modalità automatica; anche se uno dei difetti di questa pistola era proprio che la raffica era difficile da gestire.

QUEST’ARMA ENTRO’ IN PRODUZIONE NEL 1979 E TERMINO’ NEL 1993 E FU IDEATA PER LA LOTTA AL TERRORISMO.

FN MAG

Questa mitragliatrice in cui MAG sta per MITRALLEUSE- D’APPUI- GENERAL; fu progettata da Ernesto Vervier negli anni 50 per poi essere completata nel 1957 e adottata dal esercito Belga un anno dopo. Quest’arma prese varie denominazioni(GPMG,MG240,L7A2); ed è disponibile in 3 versioni cioè 60/20-60/30-60/40 prodotta per oltre 50 anni e utilizzata in 70 paesi di cui 25 come arma standard; funziona solo in modalità automatica e per consentire il fuoco continuo è possibile il cambio rapido della canna, l’arma pesa 7,5kg e con l’aggiunta di treppiede arriva a un peso di 10,5kg; la mitragliatrice è lunga complessivamente 1260mm e la canna solo lei ne misura 54cm. La FN MAG adotta il calibro 7,62×51 le munizioni vengono introdotte nella parte superiore dell’arma da una cinghia, che può essere da 50 fino a 250 colpi con una cadenza ciclica di 650 al minuto; nei vecchi modelli il calcio e l’impugnatura a pistola erano in legno ed ora sono in materiali composti; è dotata di slitta piccatinny MIL-STD 1913 con la possibilità di montarci un ottica.

L’arma in questione è stata valutata come la mitragliatrice migliore al mondo e ne furono prodotte più di 200 mila.

UN ACCENNO ALL’ARTIGLIERIA

Quando parliamo di artiglieria si parla di armi come obici o cannoni, le prime bocche di fuoco subito dopo la polvere furono una vera e propria rivoluzione andando a sostituire macchine sempre con un azione meccanica ma senza la combustione, come possono essere baliste e catapulte; che anche loro come obici e cannoni avevano un tiro diretto con una visuale sgombra esistono anche testi sull’argomento risalenti al 1700 di un matematico di nome Marzagaglia. In conclusione un altro nella storia che un grande passo per quanto riguarda l’artiglieria fu Luigi XIV che cominciò a differenziare calibri d’assedio con i calibri da campagna.

IL DISCORSO E’ MOLTO PIU’ LUNGO MA NON ESSENDO PROPRIO PER TUTTI HO DECISO DI FARE SOLO UN ACCENNO.