6MM PPC

Progettato da due progettisti LOU PALMISANO e FERRIS PINDELL nel 1975; il 6mm ppc è stata creata per diminuire la sensibilità del vento laterale, la quale rispetto alla precedente ha un lieve aumento del colletto e la maggior densità sezionale che fa si che la palla ne risente meno del vento laterale. Brennan nel 1998 ha fatto uno studio teorico, sul PPC per la piattaforma dei fucili AR15 che era il 6,5 PPC(un calibro molto simile al ppc era quello progettato da Walker nel 1978 cioè il 6mmBR che poi è una delle cartucce migliori in commercio). Questo calibro ha lo stesso diametro del 243 WINCHESTER, che deriva dal 220 russo; la sua forma e il peso abbinati alla torsione servono per ottenere la massima precisione(il collo della cartuccia è lo stesso del 22 PPC);questa cartuccia è stata progettata per armi a colpo singolo perché in armi a ripetizione potrebbe dare dei problemi di alimentazione data dalla sua forma , il PPC è stata la base di molte cartucce( il lato negativo di questa cartuccia è l’ottone  LAPUA 220 che tende a deformarsi). Questa cartuccia è una delle più precise mai inventate oggi usato per gare di tiro ma soprattutto nel BENCH REST. 

il sistema di scatto

In un arma da fuoco che non sia catalogata come arma da guerra perché nelle armi da guerra ogni singola parte è essenziale; ma tornando a noi di solito nelle armi abbiamo delle parti essenziali che senza quelle l’arma è inutilizzabile tra questi componenti è presente il sistema di scatto che comprende il grilletto, molle e leve un disconnettore( che permette all’arma di sparare in modalità semiautomatica disconnettendo il cane dal sistema di scatto facendo si che il tiratore deve ripremere il grilletto per il colpo successivo); il grilletto che anche lui fa parte dello scatto o tecnicamente chiamato leva di scatto è la partenza di un susseguirsi di azioni meccaniche che hanno come fine l’uscita del proietto dalla volata.

Parlando sempre del grilletto determina anche un altra azione che si può divedere in tre fasi:

-AZIONE SINGOLA: il tiratore ogni volta sparato un colpo deve riarmare il cane per sparare il successivo. Questa è usata anche oggi e agevola molto l’arma sia nel fattore di tiro che è molto più pulito sia nel azione meccanica che è meno sotto stress

-AZIONE DOPPIA: il tiratore in questo caso potrà sparare colpi in successione senza dover sempre riarmare il cane, il suo unico difetto se cosi lo vogliamo chiamare è uno stress meccanico abbastanza rilevante per l’arma stessa.

-AZIONE MISTA: come nel caso del revolver il tiratore potrà scegliere se sparare in doppia o in singola azione. oggi i revolver come le semiautomatiche sono quasi tutte ad azione mista.

MG3

Sviluppato su base della versione precedente cioè l’MG1 che fu lanciata nel 1958;l’MG3 nacque dopo svariate modifiche e un nuovo meccanismo apportato all’MG1, fu introdotto nel 1968 come arma multiruolo militare. L’arma si presenta come una conversione dell’M42 ma in 7,62×51(questa munizione fu ricalibrata nella versione MG1A1); l’MG3 ha un funzionamento semplice, l’azione è molto simile al sistema a rulli( sistema usato dalla henkler&koch nel fucile G3) azionato dal rinculo; in pratica una chiusura metastabile data dal interposizione di 2 rulli tra la testa e il corpo dell’otturatore; per mantenere il corretto funzionamento, e anche una sicurezza al tiratore è necessario cambiare la canna, perché data la sua elevata capacità ciclica(1300 colpi al minuto nella versione N e nella versione R dai 700 ai 900 colpi al minuto), la canna dato l’elevato stress dato dal calore tende a rompersi o a deformarsi.

L’MG3 è interamente fatto in lamiera stampata e acciaio, e tutti i componenti dell’arma sono intercambiabili; le finiture sono in materiale polimerico anche se alcuni modelli hanno parti in legno, pesa circa 23 libbre(10,33kg) ha un raffreddamento ad aria con una rigatura poligonale; spara solo in modalità automatica con caricatore da 100 colpi. Esiste una versione leggera che è MG3D e un altra montata su veicoli che è la versione MG3A1; Quest’arma ebbe un successo globale e locale e fu adoperato in oltre 30 paesi.