LA COMBUSTIONE

La combustione è definita come una reazione chimica che comporta l’ossidazione di un combustibile da parte di un comburente; ok giustissimo ma io parlo di armi da fuoco quindi possiamo parlare di combustione all’inizio di un processo di sparo quando il percussore picchia sul innesco, questo grazie una piccola detonazione(combustione supersonica) incendia la polvere; ma soffermiamoci sul termine deflagrazione che in se è una combustione o più precisamente combustione subsonica caratterizzata dalla diminuzione di densità e anche molto influenzata dagli agenti esterni; per fare un paragone con la detonazione che a differenza della combustione subsonica non è influenzata dall’ambiente circostante ed è anche un processo molto più veloce cosi detto effetto dirompente, anche questo si ha al momento dello sparo prima di avere una vera e propria deflagrazione che anche lei può essere suddivisa in fasi che sono 3, cioè la fase pirostatica quella pirodinamica ed in fine l’espansione.

Guardando la foto vediamo la fine di un ciclo di sparo cioè quando la palla lascia la canna, con il susseguirsi di una vampa che è appunto il risultato di un processo di combustione della polvere, da un espansione di gas ma soprattutto da una carica di lancio che da la possibilità di proiettare il proietto nel punto mirato.

Oltre a questo possiamo accennare anche un regime di combustione che tiene conto di due fattori, ma in questo articolo ne citerò solo uno che è la fiamma premiscelata ed in questo processo la combustione avviene all’interno di una miscela(vorrei ricordare che nella combustione abbiamo un processo omogeneo costituito da un reagente che sarà poi l’innesco per avere una combustione). Inoltre possiamo suddividere la combustione in due punti:

combustione completa: dove in questo caso l’ossigeno è in eccesso nei prodotti combusti di cui una parte è libera;( è la maggior parte dei casi sotto forma di azoto); questo tipo di combustione è molto lesiva nei confronti della nostra arma da fuoco per via di corrosioni, e il rilascio di sostanze solide dette incrostazioni nel caso di polvere nera,( è dato sapere che la polvere nera ha un potenziale di esplosione relativamente basso rispetto ad altri esplosivi); ed essendo altamente igroscopica come sostanza con effetti balistici relativamente basso è sconsigliato anche come esplosivo da lancio, avendo anche una forza dilaniante molto bassa. Tutto questo perchè la combustione completa genera un calore molto elevato, come nel caso della polvere nera in accensione supera i 200 gradi di molto.

combustione incompleta: qui invece l’ossigeno non è più in eccesso ma in difetto, è quindi una parte di potenzialità effettiva del esplosivo andrà perduta, però a differenza della combustione completa il calore è minore, e la vita dell’arma sarà maggiore e non si avranno tutti i problemi dati da una combustione completa.

esempio di caricamento con polvere nera

il cartoccio: usato nel antichità in armi sia corte che lunghe, non era altro che un involucro di carta, che veniva chiuso ai lati, e con l’aiuto di un pezzo di legno cavo all’interno veniva inserita la povere; per poi rimuovere il legno e richiudere ripiegando la carta. La carta è un elemento molto importante in questo caso, perchè funge anche da bora favorendo pure il forzamento in caso di armi ad anima rigata;( ma in questo caso più che la carta si usa un pezzo di stoffa con del grasso).

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