458SOCOM.ORG ENTOMOLOGIA A 360°

Afidi dei meli

Gli afidi lanigeri: nemici silenziosi di meli, olmi e conifere ornamentaliScopri come riconoscere e gestire gli afidi lanigeri, parassiti che infestano tronchi e rami di piante ornamentali e fruttifere, causando deformazioni e indebolimento. Introduzione Tra i parassiti più subdoli del verde urbano e agricolo ci sono gli afidi lanigeri, insetti…


Gli afidi lanigeri: nemici silenziosi di meli, olmi e conifere ornamentaliScopri come riconoscere e gestire gli afidi lanigeri, parassiti che infestano tronchi e rami di piante ornamentali e fruttifere, causando deformazioni e indebolimento.


Introduzione

Tra i parassiti più subdoli del verde urbano e agricolo ci sono gli afidi lanigeri, insetti che producono abbondante cera biancastra, nascondendo la loro presenza fino a quando il danno è avanzato. Questi afidi si insediano su tronchi, rami e radici, innescando rigonfiamenti e galle che compromettono la salute della pianta, in particolare meli, olmi e conifere ornamentali.


Chi sono gli afidi lanigeri

Gli afidi lanigeri appartengono alla famiglia Aphididae e si distinguono per la produzione di una sostanza cerosa biancastra che ricopre i loro corpi, conferendo un aspetto lanuginoso, quasi “muffoso”. Le specie più comuni includono:

  • Eriosoma lanigerum (afide lanigero del melo)
  • Eriosoma ulmi (afide lanigero dell’olmo)
  • Pineus pini (afide lanigero del pino)

Questi insetti sono lunghi circa 2 mm, con un corpo molle di colore violaceo o bruno, nascosto sotto la lanugine cerosa.


Piante ospiti e ambienti colpiti

Gli afidi lanigeri attaccano:

  • Alberi da frutto: soprattutto il melo, ma anche cotogno e pero
  • Alberi ornamentali: olmi, pini, abeti, tuie, e altre conifere da siepe o giardino
  • Piante in vaso o bonsai: dove i danni possono diventare rapidamente gravi

Vivono sia sulla parte aerea della pianta che sulle radici, rendendo difficile una disinfestazione completa.


Ciclo vitale e riproduzione

Gli afidi lanigeri si riproducono principalmente asessualmente per partenogenesi, producendo diverse generazioni all’anno. In alcune specie, le femmine alate possono colonizzare nuove piante in estate.

  • Inverno: svernano come ninfe su radici o in anfratti della corteccia
  • Primavera: riprendono l’attività e cominciano a colonizzare rami e fusti
  • Estate: si moltiplicano rapidamente e diffondono l’infestazione

In assenza di controllo, possono infestare interi filari o siepi in pochi mesi.


Sintomi e danni

I danni causati dagli afidi lanigeri si presentano sotto varie forme:

  • Galle e rigonfiamenti su tronchi e radici
  • Emissione di liquidi zuccherini (melata), che favorisce la fumaggine
  • Formazione di lanugine bianca tra le fessure della corteccia
  • Deformazioni e crescita stentata
  • Indebolimento generale della pianta, più vulnerabile ad altri patogeni

Nel melo, possono compromettere anche la produzione di frutti e la qualità del legno nei giovani alberi.


Strategie di contenimento

Il controllo degli afidi lanigeri richiede un approccio integrato:

1. Monitoraggio visivo: osservare fessure della corteccia, basi dei rami e radici esposte.

2. Rimozione manuale: nei bonsai o piante ornamentali, si possono eliminare con uno spazzolino e sapone insetticida.

3. Potature mirate: rimuovere i rami gravemente infestati in inverno o inizio primavera.

4. Trattamenti biologici:

  • Predatori naturali come coccinelle, crisopidi e sirfidi
  • Applicazione di oli bianchi o saponi potassici in inverno per ridurre le forme svernanti

5. Trattamenti chimici:

  • In caso di infestazioni gravi, si può ricorrere a insetticidi sistemici registrati per uso su afidi
  • Efficaci anche le irrorazioni estive con piretrine naturali, ma con attenzione alle api

Prevenzione a lungo termine

Per ridurre il rischio di infestazioni:

  • Mantenere piante ben nutrite e poco stressate
  • Favorire la biodiversità nel giardino, attirando insetti utili
  • Evitare eccessi di concimazione azotata, che favoriscono la proliferazione degli afidi

Conclusione

Gli afidi lanigeri rappresentano un nemico insidioso, spesso sottovalutato. La loro capacità di nascondersi sotto una copertura cerosa e di colpire sia sopra che sotto terra li rende difficili da eliminare. Una buona vigilanza, abbinata a metodi naturali e – se necessario – trattamenti mirati, consente di proteggere le piante da danni permanenti e di mantenere un verde sano e resistente.


+

Rispondi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.