Gli afidi lanigeri: nemici silenziosi di meli, olmi e conifere ornamentaliScopri come riconoscere e gestire gli afidi lanigeri, parassiti che infestano tronchi e rami di piante ornamentali e fruttifere, causando deformazioni e indebolimento.
Introduzione
Tra i parassiti più subdoli del verde urbano e agricolo ci sono gli afidi lanigeri, insetti che producono abbondante cera biancastra, nascondendo la loro presenza fino a quando il danno è avanzato. Questi afidi si insediano su tronchi, rami e radici, innescando rigonfiamenti e galle che compromettono la salute della pianta, in particolare meli, olmi e conifere ornamentali.
Chi sono gli afidi lanigeri
Gli afidi lanigeri appartengono alla famiglia Aphididae e si distinguono per la produzione di una sostanza cerosa biancastra che ricopre i loro corpi, conferendo un aspetto lanuginoso, quasi “muffoso”. Le specie più comuni includono:
- Eriosoma lanigerum (afide lanigero del melo)
- Eriosoma ulmi (afide lanigero dell’olmo)
- Pineus pini (afide lanigero del pino)
Questi insetti sono lunghi circa 2 mm, con un corpo molle di colore violaceo o bruno, nascosto sotto la lanugine cerosa.
Piante ospiti e ambienti colpiti
Gli afidi lanigeri attaccano:
- Alberi da frutto: soprattutto il melo, ma anche cotogno e pero
- Alberi ornamentali: olmi, pini, abeti, tuie, e altre conifere da siepe o giardino
- Piante in vaso o bonsai: dove i danni possono diventare rapidamente gravi
Vivono sia sulla parte aerea della pianta che sulle radici, rendendo difficile una disinfestazione completa.
Ciclo vitale e riproduzione
Gli afidi lanigeri si riproducono principalmente asessualmente per partenogenesi, producendo diverse generazioni all’anno. In alcune specie, le femmine alate possono colonizzare nuove piante in estate.
- Inverno: svernano come ninfe su radici o in anfratti della corteccia
- Primavera: riprendono l’attività e cominciano a colonizzare rami e fusti
- Estate: si moltiplicano rapidamente e diffondono l’infestazione
In assenza di controllo, possono infestare interi filari o siepi in pochi mesi.
Sintomi e danni
I danni causati dagli afidi lanigeri si presentano sotto varie forme:
- Galle e rigonfiamenti su tronchi e radici
- Emissione di liquidi zuccherini (melata), che favorisce la fumaggine
- Formazione di lanugine bianca tra le fessure della corteccia
- Deformazioni e crescita stentata
- Indebolimento generale della pianta, più vulnerabile ad altri patogeni
Nel melo, possono compromettere anche la produzione di frutti e la qualità del legno nei giovani alberi.
Strategie di contenimento
Il controllo degli afidi lanigeri richiede un approccio integrato:
1. Monitoraggio visivo: osservare fessure della corteccia, basi dei rami e radici esposte.
2. Rimozione manuale: nei bonsai o piante ornamentali, si possono eliminare con uno spazzolino e sapone insetticida.
3. Potature mirate: rimuovere i rami gravemente infestati in inverno o inizio primavera.
4. Trattamenti biologici:
- Predatori naturali come coccinelle, crisopidi e sirfidi
- Applicazione di oli bianchi o saponi potassici in inverno per ridurre le forme svernanti
5. Trattamenti chimici:
- In caso di infestazioni gravi, si può ricorrere a insetticidi sistemici registrati per uso su afidi
- Efficaci anche le irrorazioni estive con piretrine naturali, ma con attenzione alle api
Prevenzione a lungo termine
Per ridurre il rischio di infestazioni:
- Mantenere piante ben nutrite e poco stressate
- Favorire la biodiversità nel giardino, attirando insetti utili
- Evitare eccessi di concimazione azotata, che favoriscono la proliferazione degli afidi
Conclusione
Gli afidi lanigeri rappresentano un nemico insidioso, spesso sottovalutato. La loro capacità di nascondersi sotto una copertura cerosa e di colpire sia sopra che sotto terra li rende difficili da eliminare. Una buona vigilanza, abbinata a metodi naturali e – se necessario – trattamenti mirati, consente di proteggere le piante da danni permanenti e di mantenere un verde sano e resistente.
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