Introduzione:
La psilla del pero (Cacopsylla pyri) è un minuscolo insetto che può arrecare danni considerevoli alle coltivazioni di pero, sia in frutteti professionali che in piccoli giardini. Spesso sottovalutata, questa specie riesce a compromettere foglie, frutti e rami, con conseguenze anche a lungo termine. In questo articolo, vediamo come riconoscerla e affrontarla efficacemente.
Chi è la psilla del pero?
Si tratta di un insetto fitomizo della famiglia Psyllidae, simile a una piccola cicadella.
- Dimensioni: 2–3 mm da adulto
- Aspetto: ali trasparenti, corpo giallo-brunastro
- Stadi giovanili (neanidi): di colore giallo-arancio, si sviluppano sulla pagina inferiore delle foglie
- Presente tutto l’anno con più generazioni (fino a 5-6)
- Sverna come adulto nei pressi delle piante
Danni provocati:
- Le neanidi e gli adulti si nutrono della linfa, danneggiando foglie, germogli e frutti
- Producono melata in abbondanza, che sporca e favorisce lo sviluppo della fumaggine
- Deformazioni dei germogli e caduta precoce delle foglie
- Frutti imbrattati e di scarso valore commerciale
- Danni indiretti: favorisce attacchi fungini e indebolimento generale dell’albero
Piante colpite:
- Pero comune (tutte le varietà)
- In casi rari, anche cotogno e nespolo
Ciclo biologico:
- Inizio primavera: emergono gli adulti svernanti
- Le femmine depongono uova sulle gemme e giovani foglie
- Dopo la schiusa, le neanidi si nutrono sulla vegetazione tenera
- Lo sviluppo si ripete fino all’autunno, poi gli adulti si rifugiano per l’inverno
Prevenzione:
- Potatura mirata: eliminare rami troppo fitti per favorire la ventilazione
- Monitoraggio visivo: osservare le foglie giovani e utilizzare trappole cromotropiche gialle
- Controllo della melata: lavaggi con acqua in pressione per ridurre la presenza di fumaggine
- Uso di varietà più resistenti: alcune varietà antiche sono meno appetibili
Lotta biologica:
- Insetti utili: predatori naturali come Anthocoris nemoralis, Chrysopa carnea e coccinelle
- Insetti parassitoidi: alcune vespe parassitoidi attaccano le uova e le neanidi
- Oli minerali o vegetali: per disturbare la deposizione delle uova
Lotta chimica:
- Utilizzare solo prodotti registrati e selettivi
- Intervenire nei momenti critici: alla schiusa delle uova, prima che le neanidi si coprano di cera protettiva
- Attenzione alla resistenza: ruotare i principi attivi
- Evitare trattamenti inutili per non compromettere gli insetti utili
Curiosità:
- La melata prodotta attira formiche, che proteggono le psille dai predatori
- La psilla può fungere da vettore per malattie secondarie del pero
- Un’infestazione grave può compromettere la produzione per anni
Conclusione:
La psilla del pero è un piccolo insetto, ma capace di arrecare danni importanti. Un approccio integrato, che combini potature, controllo biologico e interventi mirati, è la strategia più efficace per proteggere la salute dei pereti. Un buon monitoraggio è la chiave per intervenire in tempo e ridurre l’impatto ambientale.
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