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Cavalletta coi baffi

Famiglia Tettigoniidae: Le cavallette verdi dai lunghi baffi La famiglia Tettigoniidae, comunemente nota come cavallette verdi o “grilli verdi”, include una grande varietà di ortotteri che popolano prati, siepi, boschi e giardini. A differenza delle cavallette della famiglia Acrididae, le Tettigoniidae sono facilmente riconoscibili per le antenne molto lunghe e…


Famiglia Tettigoniidae: Le cavallette verdi dai lunghi baffi

La famiglia Tettigoniidae, comunemente nota come cavallette verdi o “grilli verdi”, include una grande varietà di ortotteri che popolano prati, siepi, boschi e giardini. A differenza delle cavallette della famiglia Acrididae, le Tettigoniidae sono facilmente riconoscibili per le antenne molto lunghe e il comportamento più discreto. Vediamo le loro caratteristiche, il ruolo ecologico e le interazioni con l’uomo e l’ambiente.


Aspetto morfologico e identificazione

I membri della famiglia Tettigoniidae hanno un corpo slanciato, ali ben sviluppate e una colorazione prevalentemente verde brillante, utile per mimetizzarsi tra le foglie. La caratteristica più evidente è la presenza di antenne filiformi che spesso superano la lunghezza del corpo. Questa peculiarità distingue i tettigonidi dalle cavallette comuni (Acrididae), che hanno antenne corte e tozze.

Alcune specie presentano dimorfismo sessuale, con femmine dotate di un lungo ovopositore a forma di sciabola, usato per deporre le uova nel terreno o tra le fibre vegetali.


Habitat e distribuzione

I tettigonidi si trovano comunemente in ambienti erbosi, prati, margini forestali e giardini. Alcune specie sono arboricole e vivono tra le chiome degli alberi, dove riescono a mimetizzarsi perfettamente. La loro distribuzione è ampia: sono presenti in tutta Italia, specialmente durante la bella stagione.

Le specie europee più comuni includono:

  • Tettigonia viridissima
  • Meconema meridionale
  • Phaneroptera falcata

Comportamento e alimentazione

I tettigonidi sono onnivori opportunisti. Si nutrono prevalentemente di foglie, fiori e piccoli insetti. Alcune specie sono quasi esclusivamente fitofaghe, mentre altre hanno abitudini più predatorie, cacciando piccoli artropodi tra le piante.

La comunicazione sonora è un’altra caratteristica distintiva: i maschi producono suoni tramite lo sfregamento delle ali anteriori (stridulazione) per attirare le femmine. Il canto dei tettigonidi è meno potente di quello delle cavallette comuni, ma spesso più melodico e continuo, udibile al tramonto o nelle notti estive.


Ruolo ecologico nei prati e nei giardini

I tettigonidi sono una componente importante della catena alimentare. Fungono da predatori naturali di piccoli insetti, come afidi e larve, aiutando a regolare le popolazioni di fitofagi. In cambio, sono prede di numerosi uccelli, rettili e piccoli mammiferi.

Nell’ecosistema del prato stabile o del giardino ecologico, la loro presenza indica biodiversità e buona qualità ambientale. Non sono considerati dannosi per l’uomo né per l’agricoltura, tranne in rari casi di sovrappopolazione.


Interesse per i manutentori del verde

Per chi lavora nella manutenzione del verde, riconoscere i tettigonidi è importante per distinguere tra insetti innocui o benefici e possibili fitofagi dannosi. Le cavallette verdi sono da considerarsi alleate, soprattutto in contesti di gestione biologica di orti e parchi urbani.

La presenza di Tettigoniidae può anche servire come bioindicatore, suggerendo che l’area non è eccessivamente trattata con pesticidi o inquinata.


Curiosità entomologiche

  • Il canto di Tettigonia viridissima può superare i 100 decibel a breve distanza, anche se è emesso da un insetto di pochi grammi.
  • Alcune specie arboree, come Meconema thalassinum, passano quasi tutta la vita tra le foglie degli alberi senza mai scendere a terra.
  • In alcune culture, i tettigonidi sono considerati portafortuna e sono stati addirittura allevati per il canto.

Conclusione

Le cavallette verdi della famiglia Tettigoniidae rappresentano un gruppo affascinante di ortotteri, silenziosi lavoratori dell’equilibrio naturale. Osservarle in natura o nei giardini è segno di salute ambientale. Per chi si occupa del verde, imparare a riconoscerle significa contribuire a una gestione più consapevole e sostenibile degli spazi naturali e urbani.


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