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L ape come difenderla dai calabroni

Ape solitaria contro il pericolo: come difendere le impollinatrici dai calabroni Le api solitarie, come quelle del genere Andrena, sono fondamentali per l’impollinazione dei prati, degli orti e delle piante spontanee nei margini stradali. Tuttavia, sono sempre più spesso minacciate da predatori aggressivi come il calabrone asiatico (Vespa velutina) e…


Ape solitaria contro il pericolo: come difendere le impollinatrici dai calabroni

Le api solitarie, come quelle del genere Andrena, sono fondamentali per l’impollinazione dei prati, degli orti e delle piante spontanee nei margini stradali. Tuttavia, sono sempre più spesso minacciate da predatori aggressivi come il calabrone asiatico (Vespa velutina) e il calabrone europeo (Vespa crabro). In questo articolo scopriamo chi sono le api solitarie, perché sono diverse dalle api da miele e come possiamo proteggerle concretamente.


Chi sono le api solitarie?

Le api solitarie non vivono in alveari né producono miele. Ogni femmina costruisce da sola il suo nido, solitamente scavato nel terreno o in cavità naturali come legno marcio, canne o pietre. Sono molto comuni nei prati, nei giardini e persino nei margini stradali non cementificati.

Tra le più note citiamo:

  • Andrena spp. (ape della sabbia): attiva in primavera, nidifica in suoli sciolti.
  • Osmia spp. (ape muratrice): costruisce i nidi in cavità, usando fango per sigillare le celle.
  • Halictus spp. (api metalliche): attirate dai fiori dei prati, amano terreni ben soleggiati.

Queste api sono docili, non pungono facilmente e sono impollinatori molto efficienti, spesso più delle api domestiche.


Il problema: calabroni predatori

Negli ultimi anni, i calabroni — in particolare la Vespa velutina, specie aliena invasiva — stanno causando gravi danni alle popolazioni di api.

  • Vespa velutina attacca le api in volo, decapita le bottinatrici e saccheggia i nidi.
  • Vespa crabro, sebbene autoctona, può anch’essa cacciare insetti impollinatori.
  • Le api solitarie, senza colonie organizzate né difese collettive, sono ancora più vulnerabili.

Come difendere le api solitarie

1. Nidi protetti

  • Costruire “bee hotel” con fori di 6–10 mm di diametro in blocchi di legno duro, canne o mattoni forati.
  • Posizionare i nidi in luoghi riparati e soleggiati, almeno a 1 metro da terra e lontani da cespugli dove si nascondono i calabroni.
  • Non usare plastica o materiali che trattengono l’umidità.

2. Eliminare fonti attrattive per i calabroni

  • Evitare residui zuccherini all’aperto (es. frutta marcia o bibite).
  • Rimuovere nidi di calabrone (solo se autorizzati e in sicurezza).
  • Usare trappole selettive solo in caso di emergenza, preferendo modelli che non danneggiano altri insetti.

3. Piantare fiori amici

  • Favorire la presenza di fiori selvatici autoctoni (es. achillea, trifoglio, tarassaco).
  • Mantenere i prati incolti o gestiti con tagli selettivi per garantire la fioritura continua.

4. Informazione e collaborazione

  • Coinvolgere scuole, cittadini e operatori del verde per proteggere i siti di nidificazione.
  • Segnalare la presenza di Vespa velutina alle autorità competenti.

Un equilibrio da ricostruire

Le api solitarie non sono solo un indicatore di biodiversità, ma anche alleate silenziose dell’agricoltura sostenibile. Proteggerle significa mantenere vive le catene ecologiche dei nostri ambienti urbani e rurali. Contrastare i calabroni, senza danneggiare le altre specie, è oggi una priorità concreta.


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