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Tisanotteri nel dettaglio parte 9

Addome dei Maschi nei Tisanotteri: Struttura, Ghiandole e Ruolo nella Riproduzione IntroduzioneSe il ruolo riproduttivo delle femmine di tisanotteri è ben visibile grazie all’ovopositore, quello dei maschi si esprime attraverso adattamenti più discreti ma altrettanto interessanti, soprattutto a livello addominale.L’addome dei maschi presenta infatti ghiandole, appendici e strutture coinvolte nell’accoppiamento…



Addome dei Maschi nei Tisanotteri: Struttura, Ghiandole e Ruolo nella Riproduzione


Introduzione
Se il ruolo riproduttivo delle femmine di tisanotteri è ben visibile grazie all’ovopositore, quello dei maschi si esprime attraverso adattamenti più discreti ma altrettanto interessanti, soprattutto a livello addominale.
L’addome dei maschi presenta infatti ghiandole, appendici e strutture coinvolte nell’accoppiamento e nella produzione di feromoni.

Analizziamo in questo articolo le peculiarità dell’addome maschile nei tripidi.


Struttura dell’addome maschile
Come nelle femmine, anche l’addome dei maschi è composto da undici segmenti, ma i terminali sono modificati in modo diverso.
La forma è spesso più affusolata e compatta, e il tessuto è meno elastico poiché i maschi non devono accogliere uova.

Il tegumento può presentare sculture superficiali o setole sensoriali utili durante il corteggiamento.


Assenza dell’ovopositore e presenza di genitali maschili
I maschi sono privi di ovopositore. Al suo posto, l’estremità addominale ospita i genitali maschili, composti da strutture copulatorie chitinose dette aedeagus o pene entomologico.
Queste strutture variano tra specie e sono spesso utilizzate per la determinazione tassonomica.

Durante l’accoppiamento, il maschio introduce lo sperma direttamente nella camera genitale della femmina, utilizzando movimenti precisi che possono durare da pochi secondi a diversi minuti.


Ghiandole addominali e produzione di feromoni
Molti maschi di tisanotteri possiedono ghiandole addominali specializzate che secernono feromoni sessuali.
Queste sostanze chimiche volatili servono ad attrarre le femmine o a segnalare la presenza territoriale ad altri maschi.

Le ghiandole possono trovarsi nella parte ventrale dell’addome e diventano attive solo in individui maturi. Alcuni maschi, soprattutto in ambienti chiusi come le serre, possono creare vere e proprie “zone profumate” per richiamare le femmine.


Comportamenti riproduttivi legati all’addome
L’addome maschile è coinvolto anche in rituali di corteggiamento.
In certe specie, il maschio vibra l’addome sul substrato per produrre suoni percepibili dalle femmine.
In altri casi, l’addome viene sollevato o agitato per esporre le ghiandole odorose.

Tali segnali sono fondamentali per il riconoscimento tra individui della stessa specie e per stimolare la disponibilità all’accoppiamento.


Funzione difensiva e territoriale
In alcune specie aggressive, l’addome maschile è dotato di piccole appendici o setole usate in scontri ritualizzati con altri maschi.
Questi comportamenti sono comuni in ambienti ad alta densità, come piante ornamentali infestate.

Il comportamento difensivo può comprendere anche l’espulsione di secrezioni da ghiandole addominali con funzione repulsiva.


Importanza per il riconoscimento precoce delle infestazioni
Osservare l’addome dei maschi può dare indicazioni sullo stato riproduttivo della popolazione.
Maschi con ghiandole ben sviluppate e attivi nel corteggiamento indicano un’infestazione in fase di espansione.
Nella gestione del verde, questo è un segnale utile per decidere se attuare interventi tempestivi.


Conclusione
L’addome dei maschi nei tisanotteri è una struttura complessa, dedicata alla comunicazione chimica, alla riproduzione e in parte alla difesa del territorio.
Capirne la morfologia e le funzioni consente di monitorare più efficacemente la presenza di questi insetti e anticiparne la proliferazione.


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