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un Dittero raro ed ematofago

Chrysops relictus: Il tafanide dei boschi umidi, discreto ma pungente Introduzione Chrysops relictus è una specie di tafanide appartenente alla sottofamiglia Chrysopinae, meno nota rispetto ai più comuni tafani (Tabanus), ma comunque rilevante per la sua biologia ematofaga. Diffuso nelle aree umide e boscose dell’Europa, questo insetto suscita interesse sia…


Chrysops relictus: Il tafanide dei boschi umidi, discreto ma pungente

Introduzione

Chrysops relictus è una specie di tafanide appartenente alla sottofamiglia Chrysopinae, meno nota rispetto ai più comuni tafani (Tabanus), ma comunque rilevante per la sua biologia ematofaga. Diffuso nelle aree umide e boscose dell’Europa, questo insetto suscita interesse sia per l’impatto su animali domestici che per il suo ruolo ecologico.

Descrizione e morfologia

Lungo tra 7 e 10 mm, Chrysops relictus presenta un corpo slanciato, con occhi grandi, iridescenti e vistosamente fasciati da bande orizzontali. Le ali mostrano tipiche macchie scure che lo distinguono da altri tafanidi. Il corpo è bruno o nero, con sottili striature giallastre sul torace. A differenza di altri ditteri ematofagi, si muove con agilità e predilige ambienti ombrosi.

Comportamento e alimentazione

Solo le femmine sono ematofaghe: si nutrono di sangue per ottenere le proteine necessarie alla produzione delle uova. Attaccano principalmente bovini, cavalli e selvaggina, ma possono pungere anche l’uomo, in particolare nelle zone umide e ombreggiate. Il morso è doloroso, poiché Chrysops utilizza un apparato boccale tagliente.

I maschi, invece, si nutrono di nettare e altre secrezioni zuccherine, contribuendo all’impollinazione.

Habitat e distribuzione

Chrysops relictus si trova in aree boscose con alta umidità: torbiere, margini di stagni, sottoboschi. È attivo soprattutto nei mesi caldi (giugno–agosto), nelle ore centrali della giornata.

La specie è presente in buona parte dell’Europa, inclusa l’Italia settentrionale (Lombardia, Trentino, Friuli), dove è talvolta segnalata nei pressi di zone rurali umide.

Ciclo vitale e riproduzione

Le femmine depongono le uova su piante o oggetti vicini a raccolte d’acqua stagnante. Le larve vivono nel fango o nel terreno umido, dove si nutrono di piccoli invertebrati. Il ciclo si completa in circa 30–50 giorni a seconda delle condizioni climatiche.

Rischi e impatto sull’uomo

Sebbene non sia un importante vettore di malattie in Europa, Chrysops relictus può causare irritazioni locali, prurito persistente e reazioni allergiche nei soggetti sensibili. In zone rurali con presenza di bestiame, le infestazioni possono causare stress e ridotta produttività negli animali.

Ruolo ecologico

Nonostante l’indole pungente delle femmine, Chrysops è parte integrante dell’ecosistema umido. Le larve predatrici regolano le popolazioni di altri piccoli insetti, mentre gli adulti maschi svolgono un ruolo marginale nell’impollinazione.

Strategie di contenimento

Per chi gestisce aree verdi, prati umidi o sentieri boscati, è utile:

  • Ridurre le aree con acqua stagnante.
  • Installare trappole specifiche per tafanidi.
  • Evitare interventi in aree infestate nelle ore più calde.
  • Favorire la biodiversità predatoria (libellule, uccelli insettivori).

Curiosità

Il nome “Chrysops” deriva dal greco e significa “occhi dorati”, un riferimento al sorprendente iridescenza oculare che rende questa specie visivamente affascinante. Alcuni naturalisti lo chiamano “tafano dei boschi” per la sua preferenza ambientale.

Conclusione

Chrysops relictus è un dittero poco conosciuto ma ecologicamente rilevante. Comprenderne abitudini, habitat e impatti permette di gestire meglio il territorio e di conviverci riducendo i disagi, specialmente per chi lavora all’aperto o cura il verde nelle zone umide.


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