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Tafano alpino

Titolo: Tabanus eggeri: il tafano alpino che minaccia escursionisti e bestiame Meta descrizione: Scopri Tabanus eggeri, uno dei tafani più aggressivi delle zone alpine. Approfondisci il suo comportamento, i rischi per l’uomo e gli animali e come difendersi efficacemente. Introduzione Nel cuore delle Alpi, tra sentieri e pascoli, si nasconde…


Titolo: Tabanus eggeri: il tafano alpino che minaccia escursionisti e bestiame

Meta descrizione: Scopri Tabanus eggeri, uno dei tafani più aggressivi delle zone alpine. Approfondisci il suo comportamento, i rischi per l’uomo e gli animali e come difendersi efficacemente.


Introduzione

Nel cuore delle Alpi, tra sentieri e pascoli, si nasconde un nemico silenzioso ma insistente: Tabanus eggeri. Questo tafano, grande e scuro, rappresenta una minaccia costante per chi lavora o si avventura in quota. Le sue punture dolorose e la sua capacità di trasmettere agenti patogeni lo rendono un insetto da monitorare attentamente. In questo articolo analizzeremo le sue caratteristiche, l’habitat e le strategie per evitarlo.


1. Aspetto morfologico e riconoscimento

  • Dimensioni: Le femmine adulte raggiungono i 20-25 mm, tra le più grandi del genere Tabanus.
  • Colorazione: Corpo scuro, quasi nero, con riflessi metallici sul torace. Addome spesso con bande grigie sfumate.
  • Occhi: Enormi, composti, con sfumature verdi o blu nei maschi. Le femmine presentano occhi più opachi.
  • Ali: Chiare, con venature spesse e una leggera pigmentazione brunastra.

2. Habitat e distribuzione

  • Aree alpine: Tabanus eggeri è diffuso soprattutto nelle Alpi italiane, svizzere e austriache.
  • Altitudini: Predilige le quote tra i 1.000 e i 2.500 metri, dove si trovano mandrie e abbondanza d’acqua.
  • Condizioni ambientali: Si adatta bene a zone fresche e umide, con vegetazione erbacea e presenza di animali da pascolo.

3. Comportamento e ciclo biologico

  • Attività stagionale: Massima presenza da fine giugno a metà agosto.
  • Abitudini alimentari: Le femmine pungono per succhiare sangue da grandi mammiferi: bovini, cavalli, capre, cervi e, se necessario, anche l’uomo.
  • Riproduzione: Le uova vengono deposte su rocce o vegetazione sopra corsi d’acqua. Le larve crescono nel terreno umido, nutrendosi di materia organica e piccoli invertebrati.

4. Rischi per uomo e animali

  • Punture dolorose: Le femmine lacerano la pelle per accedere ai capillari, provocando dolore intenso, ematomi e infiammazioni.
  • Reazioni allergiche: In soggetti sensibili possono verificarsi gonfiori estesi, orticaria o febbre.
  • Trasmissione di agenti patogeni: Come altri tafani, T. eggeri è un vettore meccanico di malattie come antrace, tripanosomiasi, e pasteurellosi.
  • Problemi zootecnici: Le punture frequenti causano stress, perdita di peso e riduzione della produzione di latte negli animali da allevamento.

5. Prevenzione e contenimento

  • Abbigliamento protettivo: Vestiti chiari e coprenti, cappelli con rete anti-insetto e repellenti specifici (DEET, icaridina).
  • Gestione del pascolo: Far riposare gli animali durante le ore più calde o tenerli in stalle ombreggiate.
  • Trappole per tafani: L’uso di trappole visive nere con sfere appiccicose può ridurre le popolazioni localmente.
  • Bonifica ambientale: Evitare ristagni d’acqua e mantenere puliti i corsi d’acqua riduce i siti di ovodeposizione.

6. Curiosità entomologiche

  • Resistenza al freddo: Le larve sono in grado di sopravvivere a temperature molto basse, superando anche l’inverno alpino sotto la neve.
  • Comportamento furtivo: Il volo è silenzioso e improvviso: spesso il tafano attacca da dietro, senza dare preavviso.

Conclusione

Tabanus eggeri è una minaccia concreta per chi frequenta o lavora nelle aree montane. Conoscere le sue abitudini e i metodi per prevenirne gli attacchi è essenziale per proteggere sia l’uomo che il bestiame. Una buona gestione ambientale e l’impiego di misure preventive possono fare la differenza in contesti rurali e turistici alpini.



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