Saissetia oleae: la cocciniglia nera dell’olivo
Introduzione
Saissetia oleae, comunemente chiamata cocciniglia nera dell’olivo, è un insetto fitofago appartenente alla famiglia Coccidae. È uno dei principali parassiti dell’olivo, ma colpisce anche agrumi, lauroceraso, oleandro e piante ornamentali.
Aspetto e identificazione
Le femmine adulte sono facilmente riconoscibili per il corpo convesso, a forma di cupola, di colore bruno-nerastro. Misurano circa 3–5 mm. Le uova sono deposte sotto il corpo materno, che assume funzione di protezione.
Ciclo biologico
Completa 1–2 generazioni l’anno, con lo svernamento allo stadio di ninfa o femmina adulta. In primavera, le uova si schiudono e le neanidi si muovono verso le foglie giovani o i rami, dove si fissano e iniziano a nutrirsi.
Danni provocati
Saissetia oleae succhia la linfa vegetale, causando indebolimento generale della pianta, filloptosi (caduta prematura delle foglie) e riduzione della produzione. Inoltre, produce abbondante melata che porta allo sviluppo della fumaggine, compromettendo la fotosintesi.
Piante ospiti
- Primarie: olivo, agrumi
- Secondarie: oleandro, alloro, pittosporo, edera
Difesa e metodi di controllo
- Biologico: importanti antagonisti naturali come il parassitoide Metaphycus lounsburyi e il predatore Chilocorus bipustulatus.
- Chimico: interventi mirati a fine primavera con oli minerali e insetticidi selettivi contro neanidi mobili.
- Culturale: potature mirate per arieggiare la chioma e favorire l’azione degli antagonisti.
Monitoraggio
È consigliabile esaminare la pagina inferiore delle foglie e le giovani ramificazioni in primavera e inizio estate per intercettare precocemente la presenza delle neanidi.
Curiosità
- La cocciniglia nera ha una forma molto caratteristica che ricorda un piccolo scudo.
- Nonostante la sua resistenza, se intercettata nelle prime fasi è relativamente gestibile con mezzi biologici.
Conclusione
Saissetia oleae rappresenta una minaccia concreta per molte piante da frutto e ornamentali. Un approccio integrato, con attenzione al controllo biologico, è essenziale per prevenire danni estesi.
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