Strategie di controllo naturali e chimiche per limitare le infestazioni nei contesti civili e rurali
1. Conoscere il nemico: parassita obbligato
I Phthiraptera non sopravvivono a lungo lontano dal corpo ospite: nessuna fase vitale si sviluppa nell’ambiente esterno. Questo li rende relativamente facili da controllare, se si agisce in modo tempestivo e mirato.
2. Trattamento degli animali infestati
- Prodotti consigliati:
- Permetrina (uso veterinario, non su gatti)
- Fipronil (per cani e gatti)
- Selamectina o Ivermectina (su prescrizione veterinaria)
- Modalità di applicazione: shampoo, spot-on, spray o collari antiparassitari
- Ripetizione: ogni 2 settimane per almeno 2-3 cicli, a seconda della specie e del grado di infestazione
3. Gestione dell’ambiente
Anche se i pidocchi vivono sull’ospite, è utile:
- Sanificare cucce, trasportini e rifugi con vapore o insetticidi ad azione residua
- Evitare la condivisione di attrezzi e tessuti tra animali diversi
- Spazzolare regolarmente gli animali e rimuovere meccanicamente le uova (lendini)
4. Prevenzione naturale e integrata
- Estratti vegetali: neem, tea tree oil, olio di lavanda (solo in ambienti, non direttamente sugli animali senza supervisione)
- Dieta e salute generale: un animale sano è meno suscettibile alle infestazioni
- Controllo della densità animale: meno animali in poco spazio = meno trasmissione
5. Ruolo degli operatori del verde e delle colonie feline
- Segnalare sintomi sospetti (grattamento, forfora, alopecia) nei gatti di colonia
- Informare cittadini e volontari sulla necessità di sterilizzazione e controllo sanitario
- Collaborare con ASL veterinarie e associazioni animaliste
Conclusione
Il controllo dei Phthiraptera è alla portata di tutti, ma richiede attenzione continua, buone pratiche igieniche e collaborazione tra cittadinanza, enti pubblici e professionisti del verde e della salute animale.
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