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Pieridae: Le farfalle bianche e gialle che minacciano le Brassicacee

Pieridae: Le farfalle bianche e gialle che minacciano le Brassicacee 1. Introduzione alla famiglia Pieridae La famiglia Pieridae comprende oltre 1.100 specie distribuite in tutto il mondo, molte delle quali sono facilmente riconoscibili per il colore bianco, giallo o arancione delle ali. In Italia, le più comuni appartengono al genere…


Pieridae: Le farfalle bianche e gialle che minacciano le Brassicacee

1. Introduzione alla famiglia Pieridae

La famiglia Pieridae comprende oltre 1.100 specie distribuite in tutto il mondo, molte delle quali sono facilmente riconoscibili per il colore bianco, giallo o arancione delle ali. In Italia, le più comuni appartengono al genere Pieris, noto per il legame stretto con le piante della famiglia delle Brassicacee, tra cui cavoli, rape, rucola e senapi.


2. Morfologia

  • Adulto: farfalla di medie dimensioni (circa 5-6 cm di apertura alare), ali bianche o gialle con macchie nere più o meno marcate.
  • Larva: bruco verde, coperto da sottili peli, attivo e vorace.
  • Pupa: crisalide angolare, spesso attaccata a pareti o steli mediante un filo sericeo.

3. Specie principali

  • Pieris brassicaeCavolaia maggiore: diffusa e temuta, compie diverse generazioni annue.
  • Pieris rapaeCavolaia minore: simile alla precedente ma leggermente più piccola; predilige cavoli e rucola.
  • Anthocharis cardaminesAurora: più comune nei prati, attira l’attenzione per le ali anteriori arancioni nei maschi, meno dannosa.
  • Colias spp. – farfalle gialle che frequentano leguminose spontanee o coltivate.

4. Ciclo biologico

  • Le Pieridae sono polivoltine: fino a 3-4 generazioni l’anno nelle regioni calde.
  • Le uova vengono deposte sulla pagina inferiore delle foglie.
  • Le larve si nutrono di foglie e infiorescenze, scavando gallerie o defogliando completamente la pianta.
  • La crisalide si fissa spesso su muri, canne o superfici protette.
  • Lo svernamento può avvenire come pupa o adulto, a seconda della specie e del clima.

5. Danni provocati

  • Defogliazione massiccia su cavoli, broccoli, verze, ecc.
  • Riduzione della qualità commerciale di foglie e infiorescenze
  • Danni sia in campo aperto sia in orti domestici
  • Aumenti rapidi della popolazione in condizioni favorevoli (estate mite e assenza di predatori)

6. Controllo e prevenzione

Monitoraggio:

  • Ispezione visiva delle foglie, soprattutto nella parte inferiore
  • Ricerca di uova e giovani larve in primavera e estate

Metodi naturali:

  • Favorire i predatori naturali: uccelli, coccinelle, parassitoidi come Cotesia glomerata
  • Trattamenti con Bacillus thuringiensis (BT): selettivo, efficace su larve giovani
  • Colture consociate (es. cavolo con pomodoro o sedano) per disturbare la localizzazione da parte delle femmine

Metodi culturali:

  • Rimozione manuale delle uova e dei bruchi
  • Reti antinsetto in colture di pregio
  • Rotazioni colturali per evitare l’accumulo della popolazione

7. Conclusione

I Pieridae rappresentano un classico esempio di farfalle belle ma dannose per l’orto, soprattutto le specie legate alle Brassicacee. Conoscere il loro ciclo biologico e intervenire tempestivamente con strategie sostenibili permette di ridurre al minimo i danni e preservare la biodiversità.


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