Gli ambienti montani, spesso considerati inospitali per molti insetti, ospitano invece una straordinaria varietà di Ichneumonidi. Questi imenotteri parassitoidi hanno colonizzato anche quote elevate, adattandosi a temperature rigide, stagioni brevi e biodiversità ridotta.
1. Adattamenti morfologici e fisiologici
Gli Ichneumonidi d’alta quota tendono a essere di dimensioni ridotte, con pigmentazione più scura per assorbire meglio il calore solare. Il metabolismo è rallentato, permettendo di risparmiare energia durante le giornate fredde e nuvolose.
2. Cicli di vita compressi
A causa della breve stagione vegetativa, molte specie montane completano il ciclo in poche settimane. Alcune compiono una sola generazione all’anno (univoltinismo), spesso sincronizzata con la presenza estiva degli ospiti.
3. Ospiti adattati alla quota
Anche gli ospiti (soprattutto larve di lepidotteri e sirfidi) sono specializzati per l’ambiente montano. Gli Ichneumonidi seguono questi cicli stretti, e spesso sono altamente specifici verso poche specie preda.
4. Microhabitat e rifugi invernali
La sopravvivenza invernale avviene in microambienti protetti: sotto rocce, lettiere di aghi o radici, cavità nei tronchi o persino all’interno di galle congelate. La diapausa può durare fino a 10 mesi.
5. Un tesoro da studiare
Gli Ichneumonidi montani sono ancora poco conosciuti. Nuove specie vengono descritte ogni anno dai rilievi alpini e appenninici. Sono importanti bioindicatori, sensibili ai cambiamenti climatici e alla degradazione dell’ambiente.
Rispondi