Gli otiorinchi, appartenenti al genere Otiorhynchus, sono coleotteri curculionidi molto diffusi in Europa, temuti per i danni che provocano a un’ampia gamma di piante ornamentali e colture orticole. Sebbene piccoli e spesso notturni, gli otiorinchi sono tra i parassiti più persistenti nei giardini e nelle serre.
Identikit dell’otiorinco
Gli adulti di Otiorhynchus sono di colore scuro, con corpo tozzo, spesso ricoperti di squame o peli. Una delle specie più note è Otiorhynchus sulcatus, detto anche “otiorinco della vite”. Gli adulti non volano e hanno mandibole molto robuste, adatte a rosicchiare le foglie.
Ciclo biologico e comportamento
- Uova: deposte nel terreno, vicino alle radici delle piante
- Larve: bianche, ricurve, con capo bruno; vivono nel terreno e attaccano le radici
- Adulti: attivi di notte, si nutrono delle foglie, lasciando margini irregolarmente intagliati
L’intero ciclo può durare un anno, con le larve attive nei mesi freddi e gli adulti nei mesi caldi.
Piante colpite
- Ornamentali: azalee, rododendri, camelie, viburni, edera
- Ortive: fragole, lattuga, cavolo, carota
- Alberi e arbusti: vite, olivo, nocciolo
Il danno larvale alle radici è spesso letale, soprattutto in piantine giovani o colture in vaso.
Tecniche di controllo
- Trappole notturne con tavolette e nastri adesivi
- Ispezione manuale: raccolta degli adulti nelle ore notturne
- Insetticidi sistemici: usati con cautela e secondo normativa
- Nematodi entomopatogeni (Steinernema kraussei) da applicare al terreno per eliminare le larve
- Rotazione colturale e rimozione di residui vegetali infestati
Prevenzione in ambito urbano e agricolo
La prevenzione è fondamentale: evitare ristagni d’umidità, usare substrati sterili per i vasi, ispezionare regolarmente le piante e preferire varietà resistenti quando disponibili.
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