Il genere Otiorhynchus comprende numerose specie di curculionidi noti per la loro voracità e per i danni che arrecano a un’ampia gamma di piante ornamentali, orticole e forestali. Fra questi, l’Otiorhynchus sulcatus è uno dei più temuti in Europa, soprattutto in ambito vivaistico.
Aspetto e riconoscimento
Gli adulti sono coleotteri di colore scuro, lunghi tra 8 e 12 mm, con corpo robusto e zampe evidenti. Sono incapaci di volare e attivi di notte. Le larve, biancastre con capo bruno, vivono nel terreno e rappresentano la fase più dannosa.
Ciclo biologico
Le femmine depongono le uova nel suolo durante la primavera e l’estate. Le larve si nutrono delle radici fino all’autunno o alla primavera successiva, momento in cui si impupano nel terreno. Gli adulti emergono tra primavera ed estate, e iniziano a nutrirsi dei margini fogliari.
Piante colpite
Otiorhynchus attacca:
- Piante ornamentali (azalee, rododendri, camelie, edera).
- Orticole (fragole, lattuga, carciofo).
- Forestali e fruttifere (olivo, vite, nocciolo).
Le larve danneggiano l’apparato radicale, causando appassimenti e morte delle piante. Gli adulti provocano tipiche erosioni semicircolari ai margini fogliari.
Strategie di controllo
- Monitoraggio con trappole notturne o ispezione delle foglie.
- Lotta biologica con nematodi entomopatogeni (Steinernema spp.) efficaci contro le larve nel suolo.
- Interventi agronomici, come lavorazioni superficiali per disturbare le larve.
- Insetticidi, utilizzati con cautela, solo dove necessario.
Conclusione
Otiorhynchus rappresenta una minaccia concreta per giardini, orti e vivai. Riconoscere i sintomi e agire con tempestività è essenziale per prevenire danni gravi, soprattutto in contesti professionali.
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