Aedes mariae è una zanzara endemica dell’area mediterranea, strettamente legata agli ambienti costieri sabbiosi. Poco nota al grande pubblico, ha una biologia affascinante e rappresenta un esempio di specializzazione ecologica rara tra le zanzare europee.
Aspetto e riconoscimento
- Corpo scuro con disegni bianchi sulle zampe e sul torace, tipici del genere Aedes.
- Più piccola e meno aggressiva rispetto a Aedes albopictus.
- Identificazione certa richiede l’osservazione al microscopio delle caratteristiche genitali e toraciche.
Habitat unico
- Vive e si riproduce nelle pozze d’acqua salmastra temporanee formate su spiagge, dune e litorali.
- Tollera salinità elevate che la rendono competitiva in ambienti ostili per altre zanzare.
- Le larve si sviluppano rapidamente, sfruttando le piogge stagionali.
Ciclo vitale
- Le uova vengono deposte su sabbia umida e possono resistere a lunghi periodi di siccità.
- La schiusa avviene solo in seguito a inondazioni temporanee, tipiche dei mesi autunnali e primaverili.
- Gli adulti emergono in gruppi localizzati e vivono per pochi giorni.
Comportamento e interazioni
- Le femmine pungono raramente l’uomo, preferendo altri vertebrati, spesso uccelli marini.
- Volo limitato e localizzato: non si allontana mai troppo dalle zone di sviluppo larvale.
- Non rappresenta un rischio sanitario significativo.
Interesse entomologico
- Considerata un indicatore biologico per la conservazione delle zone costiere naturali.
- Specie molto sensibile all’alterazione degli ecosistemi costieri, urbanizzazione e turisticizzazione delle spiagge.
Ruolo del manutentore del verde
- In caso di gestione ambientale di aree costiere protette, è bene riconoscere la presenza di Aedes mariae per non interferire con la sua riproduzione.
- Non richiede interventi di controllo, ma può essere utile monitorarla per studi ecologici.
Rispondi