Anopheles labranchiae è una zanzara autoctona che ha avuto un ruolo centrale nella trasmissione della malaria in Italia fino alla metà del Novecento. Oggi è ancora presente, soprattutto nelle aree costiere del Centro-Sud, sebbene non rappresenti più un rischio sanitario attivo.
Caratteristiche morfologiche
- Corpo slanciato, ali macchiate e posizione di riposo inclinata, tipica del genere Anopheles.
- Le larve si sviluppano in posizione orizzontale sull’acqua, senza sifone respiratorio.
- La specie è difficile da distinguere morfologicamente da altri Anopheles, richiedendo analisi molecolari.
Habitat e ciclo vitale
- Predilige acque stagnanti pulite e soleggiate, come canali, risaie, pozze, paludi costiere.
- Attiva da maggio a ottobre, con massimo in estate.
- Le uova vengono deposte singolarmente, e il ciclo si adatta alle variazioni ambientali.
Distribuzione attuale
- Presente in Toscana, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia, con focolai anche in Campania e Calabria.
- È una delle poche specie europee ancora competenti per il plasmodio della malaria.
Rischi sanitari
- In condizioni favorevoli, potrebbe teoricamente trasmettere malaria importata (da casi umani infetti).
- Attualmente la probabilità è molto bassa, ma resta sotto sorveglianza entomologica.
Controllo e gestione
- Monitoraggio entomologico nei pressi di aeroporti, centri accoglienza, ospedali.
- Trattamenti larvicidi nelle zone costiere e nei canali agricoli.
- Collaborazione con servizi sanitari per la prevenzione di reintroduzioni accidentali.
Ruolo per il manutentore del verde
- Essenziale segnalare raccolte d’acqua permanenti vicino a aree costiere o agricole.
- In contesti sensibili (parchi, zone protette), vanno proposti interventi preventivi rispettosi dell’ambiente.
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