Il nome Anopheles maculipennis non si riferisce a una singola specie, ma a un complesso di specie gemelle difficili da distinguere tra loro. Alcune sono state storicamente vettori della malaria in Europa, mentre altre hanno comportamenti più innocui. Comprendere le differenze tra queste specie è cruciale in entomologia sanitaria.
Morfologia e identificazione
- Corpo sottile, ali con macchie scure e posizione obliqua durante il riposo.
- Le larve si dispongono orizzontalmente sulla superficie dell’acqua.
- La distinzione tra specie richiede analisi genetiche o test enzimatici.
Le principali specie del complesso in Italia
- Anopheles messeae: comune in aree paludose e agricole.
- Anopheles atroparvus: presente in ambienti salmastri e costieri.
- Anopheles labranchiae: già trattata nel precedente articolo.
- Anopheles sacharovi e altre specie minori, spesso limitate a zone specifiche.
Habitat e ciclo biologico
- Prediligono acque dolci o salmastre, stagnanti e soleggiate.
- Si riproducono tra primavera e autunno, con picco estivo.
- Le uova vengono deposte una per una sulla superficie dell’acqua.
Importanza sanitaria
- Alcune specie del complesso sono competenti vettori della malaria, soprattutto nel passato.
- Oggi, grazie al controllo e all’eradicazione della malattia, il rischio è minimo.
- Sono oggetto di monitoraggio sanitario continuo, in caso di reintroduzione del plasmodio.
Impatto ambientale e gestione
- Le larve vivono in ambienti semi-naturali, perciò il controllo dev’essere mirato e sostenibile.
- Bonifiche, riduzione degli habitat larvali e trattamenti larvicidi selettivi sono gli strumenti principali.
- È fondamentale la collaborazione tra enti sanitari, agricoltori e manutentori del verde.
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