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Smilia camelus: il membracide gobbo delle foreste americane

Meta Description: Esplora Smilia camelus, un curioso membracide con pronoto arcuato come una gobba, che vive su querce e altri alberi decidui. Scoprilo ora. Introduzione Smilia camelus è uno degli insetti più insoliti tra i Membracidae nordamericani. Il suo nome significa letteralmente “cammello” per la caratteristica forma arcuata del pronoto,…


Meta Description: Esplora Smilia camelus, un curioso membracide con pronoto arcuato come una gobba, che vive su querce e altri alberi decidui. Scoprilo ora.


Introduzione

Smilia camelus è uno degli insetti più insoliti tra i Membracidae nordamericani. Il suo nome significa letteralmente “cammello” per la caratteristica forma arcuata del pronoto, che ricorda proprio la gobba dell’animale.


Aspetto e riconoscimento

L’adulto misura circa 10 mm. Il colore va dal verde oliva al marrone, con venature più scure. Il tratto distintivo è il pronoto fortemente incurvato verso l’alto, che gli conferisce un profilo molto marcato e facilmente riconoscibile. Le ninfe, invece, sono più tozze e meno vistose.


Habitat e piante ospiti

Vive prevalentemente su querce, ma può adattarsi ad altri alberi decidui come noci americani e faggi. Predilige habitat forestali maturi e margini boschivi con elevata umidità.


Ciclo biologico

La femmina depone le uova a inizio primavera nelle nervature fogliari. Le ninfe si sviluppano tra aprile e giugno, con una generazione per anno. L’adulto sverna talvolta sotto la corteccia.


Comportamenti difensivi

Smilia camelus adotta il mimetismo passivo, camuffandosi tra le spine e le escrescenze vegetali. Quando disturbato, resta immobile o si lascia cadere. Le ninfe sono talvolta sorvegliate da formiche attratte dalla melata.


Rilevanza ecologica

Sebbene non causi danni economici diretti, la presenza abbondante può influire sull’estetica delle foglie. È comunque un importante bioindicatore di ambienti forestali sani e ben conservati.


Curiosità

Il nome “camelus” è uno dei più evocativi tra i membracidi, e sottolinea quanto l’evoluzione abbia dato vita a forme bizzarre anche tra insetti di piccole dimensioni. È spesso oggetto di studio per l’anatomia del pronoto.


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