Il riscaldamento globale sta alterando la distribuzione geografica di molte specie di zanzare. Alcune, prima limitate ai tropici, stanno colonizzando regioni temperate come l’Italia settentrionale, con importanti implicazioni sanitarie e ambientali.
Espansione delle specie invasive
- Aedes albopictus: già ben adattata alle città italiane, prolunga il suo periodo di attività da marzo a novembre.
- Aedes koreicus e Aedes japonicus: colonizzano aree montane e fresche.
- Rischio d’introduzione di specie tropicali come Aedes aegypti e Anopheles stephensi.
Clima e riproduzione
- Temperature più alte accelerano lo sviluppo delle larve.
- Inverni miti favoriscono la sopravvivenza delle uova.
- Piogge improvvise e ristagni d’acqua creano habitat favorevoli alla proliferazione.
Rischi sanitari emergenti
- Aumento della trasmissione di arbovirus: dengue, chikungunya, Zika, West Nile.
- Comparsa di malattie prima assenti o rare in Europa.
- Estensione temporale del rischio: primavera inoltrata fino a tardo autunno.
Impatti ambientali
- Competizione tra specie autoctone e invasive.
- Cambiamenti negli equilibri ecologici, soprattutto in zone umide e periurbane.
- Aumento della pressione sulle reti di monitoraggio e disinfestazione.
Strategie di adattamento
- Rafforzamento dei sistemi di sorveglianza entomologica.
- Educazione dei cittadini sul ruolo del clima nella proliferazione delle zanzare.
- Pianificazione urbana e gestione delle acque più attente alla prevenzione.
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