Clinodiplosis botularia – Cecidomia delle capsule di papavero
Introduzione
Clinodiplosis botularia è una piccola cecidomia appartenente alla famiglia Cecidomyiidae, specializzata nel colonizzare le capsule del papavero (Papaver spp.). Sebbene non sia una specie comunemente nota tra gli agricoltori, ha un certo interesse ecologico e può influire sulla riproduzione dei papaveri in habitat erbacei o coltivi.
Identificazione morfologica
- Adulto: lungo 1,5–2 mm, corpo bruno con ali trasparenti, antenne segmentate.
- Larva: rosata o arancio chiaro, apoda, lunga circa 2 mm a maturità.
- Uova: deposte all’interno delle capsule fiorali giovani.
Ciclo biologico
Il ciclo di C. botularia si sviluppa in stretta sincronia con la fioritura e fruttificazione dei papaveri.
- Primavera – Gli adulti emergono dal terreno e cercano le piante di papavero in fioritura.
- Oviposizione – Le uova vengono deposte nelle giovani capsule in formazione.
- Larve – Le larve si nutrono dei semi in via di sviluppo, provocando la formazione di galle interne e lo svuotamento parziale delle capsule.
- Pupazione – Dopo 2–3 settimane, le larve cadono al suolo per impuparsi.
- Svernamento – Sotto forma di pupa o larva dormiente nel terreno.
La specie può avere 2 generazioni l’anno, con la seconda in estate.
Danni e sintomi
I danni causati da Clinodiplosis botularia non sono sempre immediatamente evidenti:
- Capsule gonfie e deformate, spesso con crescita irregolare;
- Semina naturale ridotta, per la distruzione dei semi interni;
- In presenza massiccia, scomparsa graduale di papaveri spontanei da alcune aree.
Nei giardini, può colpire anche papaveri ornamentali coltivati a scopo decorativo, riducendo la capacità di auto-riproduzione.
Ruolo ecologico
Questa cecidomia ha un impatto importante sulla dinamica delle piante spontanee:
- Regola le popolazioni naturali di Papaver rhoeas nei prati;
- È predatata da imenotteri parassitoidi e da insetti predatori del suolo;
- Contribuisce al mantenimento della biodiversità entomologica, specie in ambienti non coltivati.
Controllo
Non sono previsti trattamenti specifici, né consigliabili, trattandosi di una specie non dannosa per l’uomo né per colture agricole di valore.
Tuttavia, per proteggere varietà ornamentali:
- Evitare eccessive irrigazioni a pioggia, che favoriscono l’umidità adatta alla deposizione delle uova;
- Rimuovere e distruggere capsule infestate prima che le larve escano;
- Favorire la presenza di insetti predatori nel suolo con pratiche naturali.
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