Introduzione
L’uso prolungato e intensivo degli insetticidi ha portato, nel tempo, allo sviluppo della resistenza in numerose specie di insetti dannosi. Questo fenomeno rappresenta una delle maggiori sfide per agricoltori, tecnici del verde e operatori fitosanitari, poiché compromette l’efficacia dei trattamenti e aumenta i costi di gestione.
Cos’è la resistenza agli insetticidi?
La resistenza si verifica quando una popolazione di insetti sviluppa la capacità genetica di sopravvivere a dosi di insetticida che in precedenza risultavano letali. Questo avviene attraverso selezione naturale, favorendo gli individui con mutazioni che conferiscono tolleranza.
Meccanismi di resistenza
1. Modificazione del sito d’azione
Alcuni insetti mutano i recettori bersaglio dell’insetticida (es. i canali del sodio per i piretroidi), rendendo il composto inefficace.
2. Incremento della detossificazione
Gli insetti potenziano la produzione di enzimi metabolici (come ossidasi, esterasi, glutatione-S-transferasi) in grado di degradare rapidamente l’insetticida.
3. Ridotta penetrazione
L’insetto modifica la cuticola esterna, rendendola meno permeabile e rallentando l’assorbimento del principio attivo.
4. Comportamenti evitanti
Alcuni insetti imparano a evitare le superfici trattate, modificando le proprie abitudini di alimentazione o ovideposizione.
Esempi pratici di resistenza
- Afidi resistenti ai neonicotinoidi
- Tignola della vite (Lobesia botrana) insensibile a inibitori della crescita
- Zanzara Aedes aegypti resistente a piretroidi in molte aree urbane
- Mosca bianca (Bemisia tabaci) con multi-resistenza a diverse classi chimiche
Fattori che favoriscono la resistenza
- Uso ripetuto dello stesso principio attivo
- Sottodosaggi che non eliminano gli individui resistenti
- Trattamenti troppo frequenti o mal distribuiti
- Mancanza di rotazione tra diverse modalità d’azione
- Assenza di strategie di gestione integrata
Strategie per rallentare la resistenza
Rotazione dei principi attivi
Alternare insetticidi con diverso meccanismo d’azione (es. IRAC code) per evitare accumulo di pressione selettiva.
Lotta integrata (IPM)
Combinare trattamenti chimici con metodi biologici, agronomici e fisici per ridurre la dipendenza dagli insetticidi.
Dosaggi corretti
Applicare dosi letali efficaci, seguendo scrupolosamente le indicazioni in etichetta, senza sottodosaggi.
Interventi mirati
Utilizzare trappole, monitoraggi e soglie di intervento per trattare solo quando necessario.
Conclusione
La resistenza agli insetticidi è un problema reale e crescente, ma può essere contenuta attraverso un uso intelligente e razionale dei fitofarmaci. Comprendere i meccanismi e le strategie di gestione è essenziale per mantenere l’efficacia dei prodotti disponibili e proteggere la salute delle colture e dell’ambiente.
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