Negli ultimi decenni, i cambiamenti climatici hanno modificato profondamente la distribuzione e l’attività delle zanzare in Europa. Temperature più elevate, inverni miti e piogge irregolari stanno creando condizioni ideali per la proliferazione di specie vettori di malattie.
Più caldo, più zanzare
L’aumento delle temperature medie ha diversi effetti:
- Prolunga la stagione attiva delle zanzare, che ora possono riprodursi da marzo a novembre.
- Accelera il ciclo vitale: le uova si schiudono più rapidamente, aumentando le generazioni annuali.
- Espande le aree colonizzabili: specie tropicali si stabiliscono in zone temperate, come la Pianura Padana o la Francia meridionale.
Piogge intense e siccità: condizioni perfette
Eventi meteorologici estremi favoriscono la diffusione delle zanzare:
- Le piogge improvvise riempiono contenitori e tombini, creando migliaia di microfocolai.
- Le siccità prolungate, seguite da brevi temporali, attivano la schiusa delle uova secche di Aedes albopictus.
- In agricoltura, l’uso continuo di irrigazione a goccia o a scorrimento può mantenere costanti fonti d’acqua per le larve.
Nuove specie in arrivo
Grazie al riscaldamento globale, zanzare tropicali stanno conquistando nuove aree:
- Aedes aegypti, vettore di dengue, febbre gialla e Zika, è già stata segnalata in Europa.
- Anopheles stephensi, potenziale trasmettitore di malaria urbana, si sta diffondendo in Nord Africa e minaccia il Sud Europa.
- Le specie già presenti, come Culex pipiens o Aedes albopictus, aumentano di densità e attività.
Impatto sanitario
Il rischio sanitario cresce:
- Malattie un tempo tropicali sono ora autoctone in Europa.
- Più punture, più possibilità di trasmissione virale.
- Aumentano i casi di West Nile, chikungunya, dengue e filariosi in Italia e nei paesi limitrofi.
Come adattare la gestione del verde
Manutentori, agricoltori e amministratori devono:
- Adattare i calendari di trattamento larvicida in base alla stagione, anticipando le prime schiuse.
- Monitorare i cambiamenti microclimatici nei parchi urbani, orti e giardini.
- Utilizzare sensori di umidità e irrigazione intelligente per evitare ristagni.
- Formare il personale sul riconoscimento delle specie invasive.
Un approccio integrato
La lotta alle zanzare non può più essere stagionale o locale. Servono:
- Piani di sorveglianza entomologica su scala nazionale.
- Collaborazioni tra esperti climatici, veterinari, entomologi e tecnici ambientali.
- Coinvolgimento dei cittadini, sempre più attori chiave nella gestione sostenibile del territorio.
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