458SOCOM.ORG ENTOMOLOGIA A 360°

Asphondylia gennadii, una cecidomia galligena associata al fico (Ficus carica).

Asphondylia gennadii – Cecidomia del fico Introduzione Asphondylia gennadii è una piccola mosca galligena appartenente alla famiglia Cecidomyiidae, che induce la formazione di galle sui giovani frutti e fiori del fico (Ficus carica). Pur non essendo tra i più noti fitofagi del fico, può influenzarne la produzione in alcuni ambienti…


Asphondylia gennadii – Cecidomia del fico

Introduzione

Asphondylia gennadii è una piccola mosca galligena appartenente alla famiglia Cecidomyiidae, che induce la formazione di galle sui giovani frutti e fiori del fico (Ficus carica). Pur non essendo tra i più noti fitofagi del fico, può influenzarne la produzione in alcuni ambienti mediterranei.

Morfologia

  • Adulto: di piccole dimensioni (2–3 mm), corpo bruno, ali traslucide e zampe sottili;
  • Larva: biancastra o giallastra, vive protetta all’interno della galla;
  • Galla: rigonfiamento irregolare sui giovani frutti o nei ricettacoli floreali.

Ciclo biologico

Il ciclo è stagionale e sincronizzato con la produzione dei frutti:

  1. Oviposizione nei frutti giovani, fiori o ricettacoli in formazione;
  2. Larva si sviluppa nel tessuto vegetale, inducendo una galla evidente;
  3. Pupazione interna o nel suolo, con sfarfallamento degli adulti dopo alcune settimane;
  4. Una o due generazioni l’anno, concentrate tra la primavera e l’estate.

Danni e sintomi

  • Galle su frutti giovani, che si ingrossano e si deformano;
  • Caduta precoce dei frutti colpiti;
  • Compromissione della qualità e dell’estetica del prodotto, anche se raramente con danni economici importanti.

Impatto agronomico

In contesti produttivi intensivi, le infestazioni di A. gennadii sono poco frequenti. Tuttavia:

  • In aree calde e secche, possono verificarsi focolai localizzati;
  • I fichi selvatici o abbandonati possono fungere da serbatoio della specie.

Prevenzione e controllo

  • Monitoraggio visivo dei frutti giovani per rilevare galle;
  • Potatura regolare e rimozione dei frutti infestati per limitare la popolazione;
  • In casi gravi, possibile impiego di trattamenti biologici mirati (come nematodi entomopatogeni o funghi entomopatogeni), se ammessi.

+

Rispondi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.