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Parassiti ectofagi: caratteristiche, esempi e importanza in entomologia

Introduzione: cosa sono i parassiti ectofagi I parassiti ectofagi sono organismi che vivono sulla superficie esterna del corpo dell’ospite, da cui si nutrono senza penetrare all’interno. Questo tipo di parassitismo è comune tra insetti e acari e può influenzare gravemente la salute dell’ospite, soprattutto se l’infestazione è intensa. Differenza tra…



Introduzione: cosa sono i parassiti ectofagi

I parassiti ectofagi sono organismi che vivono sulla superficie esterna del corpo dell’ospite, da cui si nutrono senza penetrare all’interno. Questo tipo di parassitismo è comune tra insetti e acari e può influenzare gravemente la salute dell’ospite, soprattutto se l’infestazione è intensa.


Differenza tra ectoparassiti e endoparassiti

  • Ectofagi (ectoparassiti): si nutrono dall’esterno, ancorandosi alla cuticola o alla superficie del corpo dell’ospite.
  • Endofagi (endoparassiti): vivono all’interno dell’ospite, spesso invisibili fino alla fase finale dello sviluppo.

Gli ectoparassiti sono spesso visibili ad occhio nudo e più facili da rilevare.


Esempi di parassiti ectofagi negli insetti

  • Acari fitoseidi: si attaccano all’esterno di insetti o piante, causando indebolimento.
  • Pidocchi masticatori e succhiatori (Phthiraptera): vivono sul corpo di uccelli o mammiferi, ma anche su insetti sociali come le api.
  • Larve di alcune vespe: si sviluppano esternamente alle larve di lepidotteri, rimanendo ben visibili fino alla pupazione.
  • Tripidi: anche se non sempre parassiti veri, alcune specie si nutrono della superficie degli insetti più grandi, agendo da ectofagi temporanei.

Meccanismi di attacco e adattamenti

Gli ectofagi sono dotati di:

  • Apparati boccali pungenti o masticatori per penetrare la cuticola dell’ospite.
  • Strutture adesive o uncini per rimanere attaccati al corpo dell’ospite.
  • Comportamenti elusivi, come rifugiarsi tra pieghe delle ali o nei segmenti articolati.

Effetti sull’ospite

  • Stress fisico e perdita di emolinfa.
  • Riduzione della capacità riproduttiva.
  • Veicolazione di patogeni (es. virus, batteri).
  • Alterazioni comportamentali dell’insetto infestato.

Gestione e controllo

In ambito agricolo e urbano, il monitoraggio degli ectofagi è fondamentale:

  • Utilizzare trappole adesive o osservazione diretta per identificarli precocemente.
  • Favorire insetti predatori o funghi entomopatogeni che li contrastano.
  • Evitare trattamenti larvicidi indiscriminati, per non danneggiare gli insetti utili.

Conclusione

I parassiti ectofagi rappresentano una sfida costante per la salute degli insetti e per la gestione del verde. Comprenderne la biologia e i metodi di controllo è essenziale per un approccio ecologico e sostenibile alla difesa integrata.



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