Introduzione
Popillia japonica, noto come scarabeo giapponese, è un coleottero invasivo proveniente dal Giappone. In Italia è stato individuato per la prima volta nel 2014 nella zona del Parco del Ticino, tra Lombardia e Piemonte. Da allora si è rivelato una minaccia seria per prati, giardini, colture e alberature.
Origine e diffusione
Originario dell’Asia, si è diffuso negli Stati Uniti nel secolo scorso e più recentemente in Europa. In Italia si sta espandendo velocemente nelle regioni settentrionali, favorita da climi temperati e suoli adatti alle larve.
Aspetto e riconoscimento
L’adulto è lungo circa 1 cm, con corpo verde metallico e elitre rame brillante. È facilmente riconoscibile anche grazie a cinque ciuffi bianchi di peli lungo i lati dell’addome. Le larve sono biancastre, a forma di “C”, simili a quelle di altri maggiolini.
Danni e piante colpite
Gli adulti si nutrono voracemente di foglie, fiori e frutti di oltre 300 specie di piante, tra cui vite, melo, pesco, ciliegio, mais, rosa, tiglio, acero e olmo. Le larve vivono nel terreno e danneggiano le radici di tappeti erbosi, piante ornamentali e colture.
Ciclo biologico
Completa un ciclo all’anno. Le uova sono deposte nel terreno in estate. Le larve svernano sottoterra e riprendono a nutrirsi in primavera. Gli adulti emergono da giugno ad agosto.
Controllo e strategie di contenimento
Le trappole a feromoni sono utili per il monitoraggio ma non risolvono il problema su larga scala. I trattamenti larvicidi al terreno sono usati nei campi sportivi e nei vivai. Si stanno sperimentando anche nematodi entomopatogeni e funghi parassiti per il controllo biologico.
Impatto su ambiente e agricoltura
Oltre a danneggiare gravemente orti e giardini, Popillia japonica mette a rischio l’equilibrio ecologico e la biodiversità. Il suo impatto economico è già rilevante, soprattutto per la manutenzione del verde urbano e la viticoltura.
Conclusione
Lo scarabeo giapponese è una delle specie invasive più temute in Europa. Prevenzione, contenimento e sensibilizzazione sono gli strumenti chiave per limitare i danni e rallentarne la diffusione.
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