Introduzione al Trichoferus holosericeus
Il Trichoferus holosericeus è un coleottero appartenente alla famiglia dei Cerambycidae (Coleotteri Cerambicidi), noto per il suo comportamento xilofago, cioè capace di nutrirsi del legno vivo o morto di diverse piante. Negli ultimi anni ha suscitato crescente interesse per la sua espansione geografica e i potenziali danni economici legati agli alberi ornamentali e forestali.
Identificazione e morfologia
Questo insetto adulto misura circa 10–20 mm di lunghezza, con un corpo allungato e leggermente appiattito. Le sue principali caratteristiche morfologiche sono:
- Colorazione brunastro-setosa, con un aspetto vellutato (da cui il nome “holosericeus”).
- Antenne lunghe, tipiche dei cerambicidi, talvolta superano il corpo nei maschi.
- Pronoto tondeggiante, senza spine laterali evidenti.
- Eliotri leggermente pubescenti, senza macchie evidenti.
Le larve sono tipiche dei Cerambicidi: biancastre, allungate, con capo scuro e mandibole robuste, adatte alla perforazione del legno.
Ciclo biologico del Trichoferus holosericeus
Il ciclo biologico varia in base al clima e alla latitudine, ma generalmente comprende:
- Svernamento allo stadio larvale all’interno del legno.
- Pupazione primaverile.
- Sfarfallamento degli adulti da maggio a luglio.
- Gli adulti sono notturni e si attirano con la luce.
- La femmina depone le uova in fessure della corteccia o su legno danneggiato.
Il ciclo può essere annuale o biennale, a seconda delle condizioni ambientali e della disponibilità di legno ospite.
Habitat e piante ospiti
Il Trichoferus holosericeus è originario dell’Asia centrale e dell’Europa dell’Est, ma si sta espandendo verso ovest. In Italia è stato segnalato negli ultimi decenni, soprattutto in ambienti urbani.
Le sue piante ospiti principali includono:
- Aceri (Acer spp.)
- Olmi (Ulmus spp.)
- Tigli (Tilia spp.)
- Acacie e Robinie (Robinia pseudoacacia)
- Noci e Juglandacee
Preferisce alberi stressati, deperienti o già danneggiati, ma in condizioni favorevoli può attaccare anche alberi apparentemente sani.
Danni provocati e impatto ambientale
I danni sono causati principalmente dalle larve, che scavano gallerie nel legno:
- Indebolimento strutturale di alberi ornamentali in parchi e viali alberati.
- Rischio di rottura di rami o tronchi.
- In casi gravi, morte dell’albero ospite.
- Potenziale pericolo fitosanitario per il patrimonio verde urbano.
Nonostante non sia ancora considerato un “insetto da quarantena”, il T. holosericeus merita attenzione nelle attività di manutenzione del verde pubblico e nei controlli fitosanitari.
Monitoraggio e prevenzione
Il monitoraggio si basa su:
- Trappole luminose, efficaci grazie all’attività notturna degli adulti.
- Controllo visivo di fori di sfarfallamento (rotondi, di 5–7 mm).
- Ispezione del legno morto o potenzialmente infestato.
Misure preventive:
- Rimozione tempestiva del legno morto o deperente.
- Corretta potatura e manutenzione degli alberi.
- Evitare ferite meccaniche alla corteccia.
- Trattamenti insetticidi localizzati in caso di infestazione conclamata.
Considerazioni finali
Il Trichoferus holosericeus è un coleottero emergente che potrebbe diventare problematico nei contesti urbani e periurbani. La sua gestione richiede una diagnosi precoce, conoscenza delle piante ospiti e collaborazione tra professionisti del verde, enti pubblici e tecnici fitosanitari.
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