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Xyleborus dispar: un piccolo coleottero, grandi rischi per piante da frutto e ornamentali

Introduzione a Xyleborus dispar Xyleborus dispar è un coleottero Scolitide di piccole dimensioni, noto per essere uno dei principali parassiti del legno in frutteti, vigneti e ambienti ornamentali. Appartenente alla sottofamiglia Scolytinae, questo insetto si distingue per la sua particolare strategia di vita, basata sulla simbiosi micotica e su una…



Introduzione a Xyleborus dispar

Xyleborus dispar è un coleottero Scolitide di piccole dimensioni, noto per essere uno dei principali parassiti del legno in frutteti, vigneti e ambienti ornamentali. Appartenente alla sottofamiglia Scolytinae, questo insetto si distingue per la sua particolare strategia di vita, basata sulla simbiosi micotica e su una sorprendente forma di partenogenesi.


Morfologia e identificazione

L’adulto di Xyleborus dispar misura tra 2,5 e 3,5 mm, ha forma cilindrica e corpo di colore marrone scuro-nerastro. Le principali caratteristiche morfologiche sono:

  • Pronoto largo e ricurvo anteriormente, che copre parte della testa.
  • Eliotri scanalati e leggermente più chiari del pronoto.
  • Antenne clavate, con una mazza terminale tipica degli Scolitidi.

Le larve, invece, sono biancastre, arcuate e prive di zampe, come accade comunemente negli insetti xilofagi.


Ciclo biologico e riproduzione

Il ciclo di Xyleborus dispar è unico tra i coleotteri xilofagi, grazie alla combinazione di partenogenesi facoltativa e simbiosi micotica:

  • Sverna come adulto in gallerie scavate nel legno.
  • In primavera (da marzo ad aprile), le femmine fertili emergono, attaccano nuovi tronchi e scavano gallerie nel legno.
  • All’interno delle gallerie, le femmine seminano funghi simbionti (Ambrosiella spp.) che serviranno da nutrimento per le larve.
  • La riproduzione avviene per partenogenesi: i pochi maschi (prodotti in minoranza) si accoppiano con le sorelle all’interno delle gallerie, prima che queste escano.

Una sola generazione annua è tipica delle aree temperate, ma condizioni favorevoli possono stimolarne una seconda.


Piante ospiti e ambienti colpiti

Xyleborus dispar attacca un’ampia gamma di latifoglie legnose, in particolare:

  • Melo, pero, susino, ciliegio, mandorlo
  • Vite (sporadicamente)
  • Nocciolo, castagno
  • Acero, faggio, quercia, betulla

Predilige piante deperienti, stressate o abbattute, ma in certi casi può infestare anche individui apparentemente sani, soprattutto se giovani o danneggiati.


Danni provocati

I danni causati da Xyleborus dispar sono spesso sottovalutati, ma possono risultare significativi:

  • Gallerie scavate nel legno che indeboliscono la struttura interna di rami e tronchi.
  • Inoculazione di funghi simbionti, che possono peggiorare lo stato fitosanitario dell’albero.
  • Presenza di segatura e rosura fuoriuscente da piccoli fori (2 mm), indicativa dell’attività dell’insetto.
  • In caso di attacchi massicci, deperimento rapido dell’albero, perdita di produttività e morte dei soggetti colpiti.

Monitoraggio e metodi di controllo

Il monitoraggio si effettua con:

  • Trappole a feromoni o a etanolo, molto efficaci per le femmine in volo primaverile.
  • Ispezione visiva di fori e rosura alla base di tronchi e rami principali.
  • Controllo delle piante deperienti o ferite, particolarmente nei mesi primaverili.

Strategie di controllo:

  • Potature mirate per rimuovere parti infestate.
  • Bruciatura del materiale colpito per evitare la diffusione.
  • Trattamenti insetticidi localizzati (se consentiti), con prodotti sistemici o contatto.
  • Prevenzione tramite buona gestione agronomica: irrigazione corretta, concimazione equilibrata, protezione da stress ambientali.

Importanza agronomica e ambientale

In contesti come frutteti e giardini ornamentali, la presenza di Xyleborus dispar può diventare una vera emergenza fitosanitaria. In ambito urbano e forestale, contribuisce alla decomposizione naturale, ma in ambienti coltivati è considerato nocivo e dannoso.

La sua capacità di colonizzare rapidamente vaste aree, unita alla difficoltà di contenimento, lo rende un sorvegliato speciale nei piani di difesa integrata.



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