Articolo 10: Donacia spp.: le chrysomelidi acquatiche tra canneti e zone umide
Introduzione
Il genere Donacia comprende coleotteri appartenenti alla famiglia Chrysomelidae che vivono in ambienti umidi e acquatici. Sono tra i pochi coleotteri fogliari ad avere un ciclo di vita strettamente legato all’acqua, dove svolgono un ruolo importante nella vegetazione palustre.
Aspetto e caratteristiche
Gli adulti di Donacia sono facilmente riconoscibili per il loro corpo allungato e metallico, spesso con riflessi verdi, bronzo o dorati. Raggiungono una lunghezza di 7–12 mm. Le antenne sono lunghe e sottili, e le zampe posteriori, adattate al nuoto, presentano una leggera espansione.
Habitat preferito
Vivono tra le foglie e gli steli delle piante palustri, come il cannuccio di palude (Phragmites australis), la tifa (Typha spp.), e il potamogeto. Si trovano in stagni, canali, laghi e paludi con acque calme o debolmente correnti.
Ciclo vitale
Le uova vengono deposte vicino o dentro i tessuti delle piante acquatiche. Le larve si sviluppano sott’acqua, spesso attaccate alle radici delle piante ospiti. Possono rimanere sommerse per lunghi periodi grazie a una particolare respirazione tramite bolle d’aria trattenute dal corpo.
Alimentazione
Sia gli adulti che le larve si nutrono di tessuti vegetali. Gli adulti rosicchiano le foglie e gli steli, mentre le larve si alimentano delle radici. Tuttavia, raramente causano danni significativi, a meno di altissime densità.
Importanza ecologica
Donacia spp. sono indicatori di ambienti umidi sani. La loro presenza segnala una buona qualità dell’acqua e della vegetazione. Inoltre, servono da alimento per predatori acquatici e uccelli palustri.
Monitoraggio e osservazione
Nei lavori di manutenzione del verde lungo corsi d’acqua o laghi, è possibile osservare questi coleotteri nei mesi caldi. Muovendosi lentamente tra le foglie, si lasciano spesso avvicinare, rendendoli facili da identificare per chi ha un occhio allenato.
Conclusione
I coleotteri Donacia uniscono il mondo delle foglie a quello dell’acqua. Conoscerli aiuta a valutare lo stato di salute degli ecosistemi umidi e a tutelare la biodiversità in ambito fluviale e lacustre.
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