Introduzione
Adelges laricis, noto come adelgide del larice, è un insetto fitofago specifico che colpisce Larix decidua e altre specie di larice. Questo parassita può causare gravi danni estetici e fisiologici, specialmente nelle giovani piante o nei vivai. Scopriamone caratteristiche, ciclo di vita e metodi di controllo.
Identificazione dell’insetto
L’adelgide del larice si presenta con un corpo piccolo (1–2 mm), ricoperto da un’abbondante sostanza cerosa bianca. Le forme immature sono giallastre, mentre gli adulti possono essere alati o atteri.
Caratteristiche principali:
- Produzione di cera bianca cotonosa.
- Presenza su aghi e germogli giovani.
- Aspetto simile ad afidi, ma senza sifoni visibili.
Ciclo di vita di Adelges laricis
Questa specie ha un ciclo eteroico, alternando larice e abete bianco (Abies alba) come ospiti. Svernano sotto forma di uova o neanidi sul larice, con ripresa dell’attività primaverile. Le forme migranti colonizzano l’abete per completare il ciclo.
Fasi principali:
- Inizio primavera: comparsa delle neanidi.
- Tarda primavera-estate: formazione delle forme alate.
- Autunno: ritorno sul larice per l’ovideposizione.
Danni causati alle piante
L’attività trofica di Adelges laricis causa:
- Ingiallimento e caduta anticipata degli aghi.
- Rallentamento della crescita nei giovani esemplari.
- Possibili deformazioni di germogli e punte apicali.
Nei vivai, le infestazioni possono compromettere la qualità del materiale vegetale.
Strategie di controllo
Monitoraggio:
- Ispezioni regolari da marzo a giugno.
- Verifica della presenza di forme cerose sui rami.
Controllo biologico:
- Favorire predatori naturali come coccinelle e sirfidi.
- Preservare le siepi e le fasce ecotonali come habitat degli antagonisti naturali.
Interventi chimici:
- Utilizzare oli bianchi in fase dormiente per limitare la popolazione svernante.
- Insetticidi sistemici specifici nelle fasi di maggiore vulnerabilità, previo consiglio tecnico-agronomico.
Conclusione
Adelges laricis è un fitofago insidioso per i larici, soprattutto in ambienti controllati come vivai e giardini pubblici. Un’identificazione precoce e l’integrazione tra metodi biologici e monitoraggio permettono di contenere efficacemente l’infestazione.
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