Introduzione
Mentre le api domestiche sono spesso al centro dell’attenzione, le api selvatiche — solitarie e altamente specializzate — sono tra le più colpite dal cambiamento climatico. Questi impollinatori silenziosi svolgono un ruolo insostituibile negli ecosistemi e nella produzione alimentare.
Sensibilità alla temperatura
Le api solitarie:
- Hanno cicli vitali strettamente legati alla stagione e alla fioritura delle piante
- Sono vulnerabili ai cambiamenti di temperatura, che possono anticipare o ritardare la loro comparsa
- Possono non trovare fiori disponibili al momento dell’emersione
Questo porta a mancata sincronizzazione con le piante ospiti.
Riduzione dell’habitat e desertificazione
Il clima più secco e caldo:
- Riduce la disponibilità di fiori selvatici
- Fa scomparire i microhabitat come siepi, scarpate e aree incolte
- Aumenta la competizione con altri impollinatori, come le api domestiche
Stress e frammentazione delle popolazioni
Le api solitarie:
- Non possono spostarsi su lunghe distanze
- Sono fortemente dipendenti da ambienti specifici, come zone sabbiose, argillose o legnose per nidificare
- Subiscono un calo drastico se le condizioni ideali vengono a mancare
Azioni per la salvaguardia
Chi gestisce giardini e spazi verdi può:
- Seminare fiori autoctoni che fioriscono in diverse stagioni
- Lasciare spazi “naturali” non falciati, bordure e mucchi di legna
- Installare nidi artificiali (bee hotels) per favorire la riproduzione
- Evitare pesticidi e diserbanti nelle zone di fioritura
Conclusione
Le api solitarie sono tra le prime vittime dei cambiamenti climatici. Preservarle significa proteggere la biodiversità e la produzione alimentare locale. Un’azione concreta anche su piccola scala può fare una grande differenza.
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