Come sfruttare le simbiosi fungine per aumentare resa e sostenibilità
Introduzione
Negli ultimi anni, l’agricoltura sta riscoprendo l’importanza delle micorrize, funghi simbionti che vivono in stretta relazione con le radici delle piante. Questi alleati invisibili migliorano la fertilità del suolo, riducono l’uso di fertilizzanti e aumentano la produttività in modo naturale. In questo articolo approfondiamo il ruolo dei funghi micorrizici in agricoltura e le strategie per introdurli nei campi coltivati.
Cos’è la micorriza?
La parola “micorriza” deriva dal greco e significa letteralmente “radice fungina”. Si tratta di una simbiosi mutualistica in cui:
- Il fungo assorbe acqua e nutrienti dal suolo e li trasferisce alla pianta
- La pianta fornisce zuccheri prodotti durante la fotosintesi al fungo
Esistono diversi tipi di micorrize, ma in agricoltura si usano soprattutto le micorrize arbuscolari, adatte a ortaggi, cereali, legumi e fruttiferi.
Vantaggi in campo agricolo
L’impiego di funghi micorrizici comporta numerosi benefici:
- Aumento della disponibilità di fosforo e microelementi
- Miglior assorbimento dell’acqua e resistenza alla siccità
- Maggiore tolleranza a salinità e contaminanti
- Riduzione dell’uso di fertilizzanti e pesticidi
- Rinforzo del sistema immunitario delle piante
In particolare, i funghi creano una rete estesa di ife nel terreno, che funziona come una “rete secondaria” di radici.
Come si applicano i funghi micorrizici?
L’inoculo micorrizico può essere applicato in diverse fasi:
- Alla semina, mescolandolo al substrato o al seme
- Durante il trapianto, direttamente sulle radici
- In fertirrigazione, tramite irrigazione localizzata
È fondamentale che il fungo venga applicato in contatto diretto con le radici giovani, per massimizzare le probabilità di instaurare la simbiosi.
Colture che rispondono bene
Le micorrize sono particolarmente efficaci su:
- Pomodori, zucchine, melanzane
- Frumento, mais, orzo
- Vite, olivo, melo, agrumi
- Legumi (fagioli, ceci, lenticchie)
Tuttavia, alcune piante come cavoli e barbabietole non instaurano questo tipo di simbiosi.
Micorrize e agricoltura biologica
In agricoltura biologica l’uso delle micorrize è incoraggiato perché:
- Rende le piante più autonome e resilienti
- Migliora la qualità organolettica dei prodotti
- Rende il suolo più fertile nel lungo termine
- Contribuisce a sequestrare carbonio nel suolo
È una strategia ecologica e rigenerativa, perfettamente compatibile con le tecniche di coltivazione naturali.
Conclusione
L’integrazione dei funghi micorrizici in agricoltura rappresenta una vera e propria rivoluzione silenziosa: non si vede, ma cambia tutto. Sfruttare queste simbiosi naturali significa coltivare in modo più sano, più efficiente e più rispettoso dell’ambiente. Una scelta che ogni agricoltore consapevole dovrebbe considerare.
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