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La resurrezione delle cavallette: come il riscaldamento globale favorisce le infestazioni

Introduzione Il cambiamento climatico sta riscrivendo il calendario biologico di molte specie, ma le cavallette sembrano essere tra le più “avvantaggiate”. Con estati più lunghe, inverni più miti e precipitazioni irregolari, queste ortottere stanno moltiplicandosi in modo sempre più imprevedibile e distruttivo. Più calore, più generazioni L’aumento delle temperature permette…


Introduzione

Il cambiamento climatico sta riscrivendo il calendario biologico di molte specie, ma le cavallette sembrano essere tra le più “avvantaggiate”. Con estati più lunghe, inverni più miti e precipitazioni irregolari, queste ortottere stanno moltiplicandosi in modo sempre più imprevedibile e distruttivo.


Più calore, più generazioni

L’aumento delle temperature permette alle cavallette:

  • Di accorciare il ciclo vitale
  • Di completare più generazioni all’anno
  • Di espandersi in zone più a nord o più in quota

In molte aree dell’Australia, dell’Asia centrale e del Nord Africa si osservano sciami sempre più frequenti, spesso in periodi un tempo considerati “neutri”.


Piogge irregolari = esplosioni numeriche

Le cavallette amano gli estremi:

  • Periodi di pioggia intensa seguiti da caldo secco favoriscono la schiusa e la sopravvivenza delle ninfe.
  • Le uova, resistenti alla siccità, si schiudono simultaneamente con le prime piogge, generando esplosioni demografiche improvvise.

Questi cicli “estremi” stanno diventando sempre più comuni con il riscaldamento globale.


Nuove minacce per l’agricoltura

In Europa, specie come Locusta migratoria e Calliptamus italicus si stanno spostando verso nord. In Italia, Spagna e Francia si registrano:

  • Invasioni più estese
  • Attacchi a colture orticole, cerealicole e vigneti
  • Danni anche in ambienti periurbani, come parchi e prati secchi

Controllo più difficile

Il controllo delle cavallette diventa più complesso per vari motivi:

  • Tempistiche imprevedibili delle infestazioni
  • Difficoltà a intervenire in aree vaste e isolate
  • Ridotta efficacia dei metodi tradizionali (es. trattamenti larvali precoci)

La gestione integrata (monitoraggio, previsione climatica, trattamenti selettivi) diventa fondamentale.


Cosa possono fare i manutentori del verde

  • Monitorare le aree erbose e i bordi incolti, soprattutto in primavera e dopo piogge abbondanti
  • Segnalare precocemente presenze anomale
  • Favorire l’habitat per i predatori naturali (uccelli, carabidi, mantidi)
  • Integrare pratiche agricole e paesaggistiche sostenibili

Conclusione

Le cavallette non sono una novità, ma il cambiamento climatico le sta potenziando in modo allarmante. Conoscere il loro comportamento in relazione al clima è il primo passo per contenerne l’impatto, soprattutto in ambito agricolo e urbano.



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