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Prevenzione e Controllo dei Platypodidae: Strategie Efficaci in Ambiente Naturale e Urbano

Introduzione I Platypodidae, piccoli coleotteri xilofagi, rappresentano una minaccia per alberi vivi, legname immagazzinato e verde urbano. Per limitarne la diffusione e i danni economici è fondamentale applicare tecniche di prevenzione e controllo mirate. In questo articolo analizziamo le strategie più efficaci e praticabili. 1. Buone pratiche di gestione forestale…


Introduzione

I Platypodidae, piccoli coleotteri xilofagi, rappresentano una minaccia per alberi vivi, legname immagazzinato e verde urbano. Per limitarne la diffusione e i danni economici è fondamentale applicare tecniche di prevenzione e controllo mirate. In questo articolo analizziamo le strategie più efficaci e praticabili.

1. Buone pratiche di gestione forestale

Una corretta gestione del bosco è la prima linea di difesa:

  • Rimozione rapida del legno morto o abbattuto, che funge da sito di riproduzione;
  • Diradamenti selettivi, per migliorare la ventilazione e ridurre lo stress idrico delle piante;
  • Taglio del legname durante i mesi invernali, quando gli adulti non sono attivi;
  • Evitare potature drastiche o ferite accidentali durante i periodi caldi.

2. Controllo del legname stoccato

Il legname deve essere:

  • Stoccato al coperto o sotto tettoie ventilate;
  • Sollevato da terra, per ridurre l’umidità;
  • Trattato termicamente o con prodotti autorizzati se destinato all’esportazione;
  • Ispezionato regolarmente per rilevare segni di infestazione.

3. Monitoraggio continuo

Come visto in precedenza, l’uso di:

  • trappole a feromoni,
  • trappole a legno fresco,
    permette di intercettare precocemente gli adulti. Una rete di monitoraggio ben distribuita è essenziale, specialmente vicino a segherie, vivai e depositi.

4. Metodi biologici e naturali

Alcuni predatori e parassitoidi naturali possono contenere le popolazioni di Platypodidae. Studi sperimentali hanno coinvolto:

  • nematodi entomopatogeni,
  • funghi come Beauveria bassiana,
    che infettano le larve e gli adulti nelle gallerie.

Sebbene non siano ancora diffusi su larga scala, rappresentano una promettente alternativa sostenibile.

5. Trattamenti chimici mirati

L’uso di insetticidi è limitato per ragioni ambientali, ma in contesti controllati si possono impiegare:

  • trattamenti al tronco con insetticidi sistemici,
  • impregnanti per il legname stoccato.

Devono essere applicati solo da professionisti e secondo normativa, per evitare rischi per la fauna non bersaglio.

6. Scelta delle specie arboree resistenti

In fase di progettazione del verde urbano o di rimboschimento, è consigliabile:

  • privilegiare specie meno suscettibili agli attacchi xilofagi,
  • evitare piante esotiche poco adattate allo stress ambientale.

Un albero sano è meno vulnerabile ai Platypodidae.

Conclusione

Il controllo dei Platypodidae richiede una combinazione di prevenzione, monitoraggio e interventi mirati. Conoscere il comportamento di questi insetti è il primo passo per proteggere boschi, parchi e legname da danni talvolta irreversibili. Una gestione integrata e sostenibile è la chiave per contenerli nel lungo termine.


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