458SOCOM.ORG ENTOMOLOGIA A 360°

Altica della Bietola (Chaetocnema spp.): Piccoli Coleotteri, Grandi Danni alle Foglie

Le altiche della bietola sono piccoli coleotteri appartenenti alla famiglia dei Crisomelidi, noti per i caratteristici salti e per i danni fogliari che causano soprattutto durante la fase iniziale di sviluppo delle piante. In condizioni favorevoli, possono compromettere la buona riuscita della coltura. Riconoscimento dell’Altica della Bietola Le principali specie…


Le altiche della bietola sono piccoli coleotteri appartenenti alla famiglia dei Crisomelidi, noti per i caratteristici salti e per i danni fogliari che causano soprattutto durante la fase iniziale di sviluppo delle piante. In condizioni favorevoli, possono compromettere la buona riuscita della coltura.


Riconoscimento dell’Altica della Bietola

Le principali specie coinvolte sono Chaetocnema tibialis e Chaetocnema concinna, presenti in tutta Italia, soprattutto nelle aree coltivate a barbabietola da zucchero.

Morfologia

  • Adulto: lungo 2–3 mm, di colore nero lucente o brunastro con riflessi metallici, dotato di potenti zampe posteriori che gli consentono di compiere lunghi salti.
  • Larva: filiforme, biancastra con capo scuro, lunga fino a 5 mm. Vive nel terreno e si nutre delle radichette.

Ciclo Biologico

Le altiche compiono 2–3 generazioni all’anno, con picchi di attività in primavera (aprile-maggio) e estate (luglio-agosto).

  1. Svernamento: gli adulti svernano sotto le foglie secche, nei margini di campo o sotto zolle di terreno.
  2. Comparsa primaverile: con le prime giornate calde, gli adulti si attivano e iniziano a nutrirsi sulle giovani foglie di bietola.
  3. Oviposizione e larve: le uova sono deposte nel terreno; le larve si sviluppano nutrendosi di radichette.
  4. Nuove generazioni: gli adulti della prima generazione emergono a inizio estate e possono infestare nuovamente la coltura o infestanti vicine.

Danni alla Bietola

I danni più evidenti sono causati dagli adulti, che si nutrono del tessuto fogliare:

  • Rosicchiature superficiali a forma di crateri o puntinature traslucide
  • Foglie con aspetto grigliato (“finestrato”)
  • Riduzione della fotosintesi
  • Blocco della crescita nelle fasi iniziali

In presenza di forti infestazioni, si può arrivare alla morte delle plantule e alla necessità di risemine.

Le larve, invece, danneggiano le radici secondarie, con effetti meno visibili ma potenzialmente rilevanti in caso di concomitanti stress idrici o patogeni del suolo.


Monitoraggio e Soglie di Intervento

Il monitoraggio si effettua tramite:

  • Ispezione visiva delle foglie giovani
  • Controllo al mattino presto, quando gli adulti sono meno mobili

Soglia d’intervento: generalmente si interviene se si osservano più di 1–2 adulti per pianta o danni su oltre il 10% della superficie fogliare, soprattutto entro le prime 6–8 foglie vere.


Difesa Integrata

1. Buone pratiche agronomiche

  • Preparazione ottimale del letto di semina, che favorisce la rapida emergenza delle bietole
  • Eliminazione delle infestanti ospiti alternative (come amaranto e chenopodio)
  • Semina precoce, per anticipare lo sviluppo rispetto ai picchi di presenza dell’insetto

2. Barriere fisiche

In orti o piccole superfici, reti anti-insetto possono essere utili per evitare l’entrata degli adulti.

3. Trattamenti insetticidi

In caso di gravi infestazioni, si possono impiegare insetticidi a base di:

  • Piretroidi (efficaci ma con impatto sugli insetti utili)
  • Concianti al seme (laddove ammessi, con azione sistemica)
  • Prodotti a basso impatto come spinosad o piretrine naturali (in regime biologico, con efficacia limitata)

L’Altica in Regime Biologico

In agricoltura biologica la gestione è più difficile. Le misure preventive e la scelta di varietà vigorose diventano fondamentali. È importante favorire la biodiversità, attirando predatori naturali come coccinelle, sirfidi e carabidi.


Conclusione

Le altiche della bietola, sebbene piccole, possono causare danni notevoli, soprattutto nei primi stadi della coltura. Una gestione integrata e attenta, basata su monitoraggio e prevenzione, è la strategia migliore per mantenere sotto controllo questo coleottero saltatore.



+

Rispondi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.