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Cleono della Bietola (Cleonus punctiventris): Un Curculionide Sotterraneo da Non Sottovalutare

Il Cleono della bietola è un coleottero fitofago appartenente alla famiglia dei Curculionidi, noto per i danni che arreca alle radici delle bietole da zucchero. La sua presenza in campo è spesso silenziosa ma devastante, con perdite produttive anche del 30%. Identificazione del Cleono della Bietola Cleonus punctiventris è un…


Il Cleono della bietola è un coleottero fitofago appartenente alla famiglia dei Curculionidi, noto per i danni che arreca alle radici delle bietole da zucchero. La sua presenza in campo è spesso silenziosa ma devastante, con perdite produttive anche del 30%.


Identificazione del Cleono della Bietola

Cleonus punctiventris è un insetto di medie dimensioni, facilmente riconoscibile allo stadio adulto:

  • Adulto: lungo 12–15 mm, di colore grigio-brunastro con corpo massiccio e arrotondato. Il rostro è ben sviluppato, tipico dei curculionidi.
  • Larva: apoda, biancastra con capo bruno, lunghezza fino a 20 mm; vive esclusivamente nel terreno, dove scava gallerie nelle radici.

È attivo prevalentemente nelle ore più fresche del giorno e la sua presenza viene spesso sottovalutata.


Ciclo Biologico del Cleono

Il Cleono compie una sola generazione all’anno (monovoltino), ma la sua attività sotterranea rende difficile individuarlo in tempo utile.

1. Svernamento

Lo svernamento avviene allo stadio di larva matura o pupa, all’interno del terreno, anche a oltre 30 cm di profondità.

2. Sfarfallamento

Gli adulti compaiono in primavera (aprile–maggio). Dopo l’accoppiamento, la femmina depone le uova nel suolo, vicino alle piante di bietola.

3. Larve attive nel suolo

Le larve penetrano le radici, scavando gallerie e nutrendosi dei tessuti interni. Questo stadio è il più dannoso per la coltura.

4. Impupamento e nuova generazione

Il ciclo si completa verso luglio-agosto, quando le larve mature si impupano. I nuovi adulti sfarfalleranno l’anno successivo.


Danni alla Coltura della Bietola

I danni principali sono causati dalle larve, che distruggono le radici in fase vegetativa:

  • Gallerie nelle radici principali
  • Rottura o marciume radicale
  • Ingiallimenti e arresto della crescita
  • Chiazze di fallanza in campo
  • Maggiore suscettibilità a patogeni fungini (es. Rhizoctonia)

Nelle aree a forte infestazione, le bietole risultano stentate o completamente distrutte, con impatti significativi sulla resa zuccherina.


Diagnosi e Monitoraggio

Il monitoraggio del Cleono richiede attenzione:

  • Trappole attrattive o visive: poco efficaci, vista la vita prevalentemente sotterranea.
  • Ispezioni del terreno: scavando attorno a piante sofferenti si possono trovare larve o radici danneggiate.
  • Campionamenti autunnali o primaverili: utili per stimare la presenza di larve svernanti.

Strategie di Difesa Integrata

Non esistono trattamenti curativi efficaci, per cui è fondamentale agire in prevenzione. Ecco le misure principali:

1. Rotazione colturale

Evitare la coltivazione della bietola per almeno 3 anni nei campi infestati. Colture come cereali e leguminose riducono drasticamente la popolazione del cleono.

2. Lavorazioni profonde del suolo

Arature autunnali o primaverili profonde (30–40 cm) disturbano lo svernamento delle larve e ne riducono la sopravvivenza.

3. Semina anticipata

Seminare la bietola precocemente permette alle piante di sviluppare radici robuste prima dell’attacco delle larve.

4. Insetticidi al seme o geodisinfestanti (dove consentiti)

Alcuni concianti del seme hanno effetto parziale contro le larve giovani, ma l’uso è limitato da normative ambientali.

5. Controllo delle infestanti

Specie ospiti spontanee (come Chenopodium o Amaranthus) possono favorire la permanenza del Cleono nel terreno.


Considerazioni Ambientali

La lotta contro il Cleono deve essere integrata nella gestione agronomica sostenibile, poiché l’impiego di molecole chimiche è sempre più limitato. Le tecniche agronomiche risultano dunque essenziali.


Conclusione

Il Cleono della bietola è un nemico silenzioso ma estremamente dannoso. Conoscere a fondo il suo ciclo biologico e attuare misure agronomiche mirate è fondamentale per preservare la produttività e la salute delle colture di bietola da zucchero.



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