Introduzione
Gli insetti non vedono, ascoltano o annusano come noi. La loro percezione del mondo è il frutto di milioni di anni di adattamenti evolutivi, che hanno prodotto strutture sensoriali incredibilmente specializzate. In questo articolo esploriamo i principali sensi degli insetti, dalle antenne che “annusano” le molecole volatili ai peli sensoriali che percepiscono le vibrazioni del suolo.
Visione: occhi composti e sensibilità alla luce
Gli occhi composti degli insetti sono costituiti da unità chiamate ommatidi, ciascuna delle quali rileva una porzione del campo visivo. Questo sistema offre un’ampia visione panoramica e un’eccellente percezione del movimento, anche se con una risoluzione inferiore rispetto agli occhi umani.
Molti insetti, come api e farfalle, vedono nello spettro ultravioletto, permettendo loro di individuare pattern invisibili ai nostri occhi sui petali dei fiori. Altri, come le zanzare, riescono a distinguere differenze termiche e colori legati alla CO₂, fondamentali per trovare le prede.
Olfatto e gusto: una questione di antenne
Le antenne degli insetti sono veri e propri laboratori chimici in miniatura. Ricoperte da recettori olfattivi, permettono di rilevare feromoni, odori delle piante, segnali di pericolo o presenza di conspecifici. Le zanzare, ad esempio, percepiscono tracce di anidride carbonica e acido lattico nell’aria per localizzare gli esseri umani.
Il gusto è invece mediato da strutture chiamate sensilli gustativi, che si trovano non solo sulla bocca, ma anche sulle zampe e sulle antenne. Questo consente a molti insetti di “assaggiare” una foglia semplicemente camminandoci sopra.
Udito e vibrazioni: sensori invisibili
Sebbene privi di orecchie come le nostre, molti insetti possiedono organi timpanici in grado di captare suoni ad alta frequenza. Le cavallette, ad esempio, hanno questi organi sulle zampe anteriori. Le falene notturne riescono a “sentire” i pipistrelli e deviare il volo per sfuggire ai predatori.
Altri insetti, come le formiche o i coleotteri del suolo, percepiscono vibrazioni trasmesse attraverso il terreno o la pianta grazie a peli sensoriali e strutture interne come l’organo di Johnston.
Sensibilità tattile e termica
Peli sensibili al tatto, distribuiti su tutto il corpo, permettono agli insetti di rilevare la presenza di ostacoli, predatori o altri individui. In alcuni casi, come nei bruchi, i peli sono anche collegati a meccanismi di difesa o rilascio di sostanze urticanti.
Gli insetti sono anche sensibili alla temperatura e all’umidità. Alcuni, come i coleotteri tropicali, possiedono termorecettori sofisticati per regolare la propria attività in base al microclima.
Conclusione
Il mondo degli insetti è dominato da segnali che spesso sfuggono alla nostra percezione. Comprendere come vedono, odorano, ascoltano e toccano è fondamentale non solo per l’entomologia teorica, ma anche per applicazioni pratiche in agricoltura, controllo dei parassiti e progettazione di sensori bio-ispirati. L’entomologo moderno non può prescindere dallo studio dei sensi per comprendere il comportamento e l’ecologia degli insetti.
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