La piralide del mais (Ostrinia nubilalis) è un lepidottero fitofago temuto da agricoltori e manutentori del verde. I suoi danni colpiscono non solo il mais, ma anche altre piante erbacee e ornamentali. Scopri come identificarla, prevenirla e contenerla.
Identikit della piralide: caratteristiche dell’insetto
La piralide del mais è un lepidottero della famiglia Crambidae, con le seguenti caratteristiche:
Adulto:
- Apertura alare: 25–30 mm
- Colore: ali anteriori ocra o brunastre, con striature ondulate; posteriori più chiare
- Attivo al crepuscolo e di notte
Larva:
- Lunga fino a 2,5 cm
- Colore variabile: dal bianco-giallastro al rosato, con testa scura
- Corpo con punteggiature nere visibili
Le larve sono le vere responsabili dei danni, scavando gallerie nei fusti delle piante ospiti.
Ciclo biologico della piralide del mais
Il ciclo della Ostrinia nubilalis varia in base alla zona geografica:
- 1 generazione all’anno nelle regioni più fredde
- 2 o più generazioni nelle aree più calde del Centro-Sud
Fasi principali:
- Primavera (fine maggio – giugno): sfarfallamento degli adulti
- Estate: deposizione uova sulla pagina inferiore delle foglie
- Larve: si nutrono e penetrano nei fusti
- Autunno: impupamento all’interno dei fusti o dei residui colturali
- Inverno: svernamento come larva matura
Piante colpite
Sebbene venga chiamata “piralide del mais”, questa specie può colpire diverse piante:
- Mais (Zea mays) – la coltura principale bersaglio
- Sorgo
- Canapa
- Lino
- Pomodoro
- Peperone
- Crisantemo – in floricoltura
Danni provocati dalla piralide
I danni maggiori si verificano sulle piante di mais, dove le larve:
- Scavano gallerie nel fusto
- Indeboliscono la pianta, aumentando il rischio di allettamento
- Favoriscono l’ingresso di patogeni fungini, come Fusarium
Nei frutti (es. peperone), le larve possono:
- Penetrare nel frutto, rendendolo non commerciabile
- Compromettere la qualità organolettica
Monitoraggio e prevenzione
Una strategia efficace parte dal monitoraggio precoce:
Tecniche:
- Trappole a feromoni per catturare gli adulti maschi
- Ispezione visiva delle uova sulle foglie
- Monitoraggio delle condizioni climatiche (caldo + umidità = aumento delle infestazioni)
Metodi di lotta alla piralide
1. Lotta agronomica
- Rotazioni colturali
- Interramento dei residui colturali subito dopo la raccolta
- Uso di ibridi di mais resistenti
2. Lotta biologica
- Introduzione del parassitoide Trichogramma brassicae, che depone le uova nelle uova della piralide
- Favorire la fauna entomofaga, come coccinelle e crisopidi
3. Lotta chimica
- Trattamenti mirati con insetticidi (es. piretroidi, clorantraniliprolo) durante la fase di schiusa delle uova
- Attenzione al rispetto dei tempi di carenza e alle normative regionali
Considerazioni ambientali
La piralide è un insetto dannoso, ma è anche parte dell’ecosistema agrario. Per questo, è consigliabile un approccio integrato che riduca al minimo l’uso di fitofarmaci e prediliga strategie sostenibili.
Conclusione
La piralide del mais è un nemico noto ma gestibile. Con una corretta prevenzione, il monitoraggio continuo e un approccio integrato, è possibile proteggere le colture in modo efficace e duraturo, riducendo al minimo l’impatto ambientale.
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