Introduzione
I Platypodidae sono una famiglia di coleotteri relativamente poco studiata in Italia, ma con un potenziale impatto significativo sugli ecosistemi forestali e urbani. In questo articolo analizziamo le specie presenti sul territorio italiano, la loro distribuzione e il loro ruolo ecologico.
1. Presenza dei Platypodidae in Italia
Nel nostro Paese i Platypodidae sono meno numerosi rispetto ai più noti Scolytidae, ma alcune specie si sono adattate con successo a vari habitat, dalle foreste appenniniche ai giardini urbani.
2. Le principali specie italiane
Platypus cylindrus (Fabricius, 1792)
- Probabilmente la specie più diffusa in Italia.
- Colonizza alberi deperienti o morti, soprattutto querce e castagni.
- Attivo tra maggio e settembre.
- Frequente nelle zone collinari e montane.
Platypus parallelus
- Specie di origine asiatica, rinvenuta sporadicamente in ambienti importati.
- Potenziale invasivo, in osservazione per il rischio di espansione.
Dinoplatypus calamus
- Rara in Italia, associata principalmente a legno tropicale importato.
- Osservata in alcuni centri di lavorazione del legname.
3. Habitat e preferenze ecologiche
- I Platypodidae prediligono legno morto o in forte deperimento.
- Sono attirati da alberi danneggiati da eventi atmosferici, potature errate o incendi.
- Talvolta si trovano anche su piante ornamentali urbane trascurate.
4. Rischi e impatti
- In contesti forestali, accelerano la decomposizione naturale del legno.
- In ambiente urbano o agricolo, possono contribuire al collasso di alberi debilitati.
- La simbiosi fungina può favorire l’ingresso di patogeni.
5. Monitoraggio in Italia
- Il monitoraggio è ancora limitato, ma in espansione grazie a progetti di citizen science e reti di entomologi locali.
- Le regioni più attive: Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Trentino.
Conclusione
Sebbene poco noti al grande pubblico, i Platypodidae sono già presenti in diverse aree italiane, soprattutto in habitat boschivi. Una maggiore conoscenza di queste specie è essenziale per gestire correttamente le risorse arboree e prevenire eventuali rischi legati alle specie aliene.
Rispondi