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Ricaniidi: gli insetti alati che minacciano frutteti e giardini

Introduzione ai Ricaniidi I Ricaniidi (Ricaniidae) sono una famiglia di Rincoti Omotteri della superfamiglia dei Fulgoroidea, come gli Issidi e i Flatidi. Nonostante la loro discreta diffusione, sono spesso ignorati o confusi con altri insetti cerosi. Alcune specie si sono rivelate dannose per colture agricole, rendendo necessario conoscerle per tempo,…


Introduzione ai Ricaniidi

I Ricaniidi (Ricaniidae) sono una famiglia di Rincoti Omotteri della superfamiglia dei Fulgoroidea, come gli Issidi e i Flatidi. Nonostante la loro discreta diffusione, sono spesso ignorati o confusi con altri insetti cerosi. Alcune specie si sono rivelate dannose per colture agricole, rendendo necessario conoscerle per tempo, soprattutto per chi opera nel verde urbano e nella frutticoltura.

Aspetto e morfologia

I Ricaniidi adulti presentano ali anteriori opache, spesso con macchie o venature ben visibili, che a riposo formano un angolo a tetto sopra il corpo. Il corpo è compatto, e le ninfe sono facilmente riconoscibili per la produzione di fili cerosi bianchi, simili a quelli dei Flatidi.

Una specie comune, Ricania japonica, ha ali grigiastre con due bande scure trasversali, che la rendono molto riconoscibile anche a occhio nudo.

Distribuzione e habitat

Molti Ricaniidi sono originari dell’Asia, ma alcune specie si stanno diffondendo rapidamente anche in Europa, soprattutto in Italia settentrionale. Si trovano su arbusti, alberi da frutto, siepi ornamentali e piante spontanee. Le regioni umide e temperate ne favoriscono la proliferazione.

Ricania japonica: un’invasione silenziosa

La specie più nota in Europa è senza dubbio Ricania japonica, originaria dell’Estremo Oriente e segnalata in Italia dal 2014. È attualmente in espansione in Lombardia, Veneto, Liguria ed Emilia-Romagna, e può infestare oltre 100 specie vegetali, tra cui:

  • vite
  • kiwi
  • pesco
  • nocciolo
  • alloro
  • ligustro
  • olmo

La sua ampia plasticità ecologica e la facilità di diffusione la rendono una minaccia concreta per agricoltura e verde ornamentale.

Ciclo biologico e danni

Ricania japonica sverna come uovo nelle cortecce delle piante ospiti. Le ninfe compaiono in tarda primavera, seguite dagli adulti in estate. Gli insetti si nutrono di linfa, provocando indebolimento delle piante, emissione di melata e sviluppo di fumaggini nere, che ostacolano la fotosintesi.

Anche se i danni diretti sono spesso limitati, il vero problema è la massiva colonizzazione delle chiome, con un effetto cumulativo negativo per la salute della pianta.

Strategie di monitoraggio e contenimento

La lotta contro i Ricaniidi, e in particolare R. japonica, deve basarsi su un approccio integrato e sostenibile:

  • Ispezione visiva: utile per individuare le ninfe cerose sui rami.
  • Trappole cromotropiche gialle: attraggono gli adulti.
  • Potature invernali: rimuovono le uova svernanti.
  • Predatori naturali: coccinelle, sirfidi e ragni possono aiutare a contenere le popolazioni.
  • Controllo chimico selettivo: da usare solo in casi estremi e con attenzione agli insetti utili.

Ricaniidi e biodiversità

Non tutte le specie di Ricaniidi sono dannose. In contesti naturali, questi insetti fanno parte del microcosmo trofico e possono convivere pacificamente con la flora. Tuttavia, l’introduzione di specie aliene in ecosistemi fragili può rompere l’equilibrio, con effetti a catena.

Per questo motivo è fondamentale formare il personale del verde sul riconoscimento precoce di queste specie, così da poter intervenire prima che si stabiliscano in modo permanente.

Conclusione

I Ricaniidi rappresentano una famiglia di insetti da non sottovalutare, soprattutto in un’ottica di gestione sostenibile del verde. Conoscere le loro caratteristiche, saperli distinguere dai Flatidi e dagli Issidi, e monitorare la loro diffusione è oggi una competenza sempre più utile per giardinieri, agricoltori e manutentori del verde urbano.



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