458SOCOM.ORG ENTOMOLOGIA A 360°

Rizomania della Bietola: la Malattia Virale che Minaccia le Radici

La rizomania è una delle più gravi malattie virali della barbabietola da zucchero, causata dal virus BNYVV (Beet Necrotic Yellow Vein Virus) e trasmessa da un fungo del suolo, il Polymyxa betae. Presente in tutte le principali aree di coltivazione europee, può causare perdite produttive elevate, specialmente in condizioni di…


La rizomania è una delle più gravi malattie virali della barbabietola da zucchero, causata dal virus BNYVV (Beet Necrotic Yellow Vein Virus) e trasmessa da un fungo del suolo, il Polymyxa betae. Presente in tutte le principali aree di coltivazione europee, può causare perdite produttive elevate, specialmente in condizioni di umidità elevata.


Cos’è la Rizomania

Il termine “rizomania” significa letteralmente “pazzia delle radici” e descrive efficacemente l’effetto principale della malattia: una crescita abnorme e disordinata delle radici secondarie, che assumono un aspetto filiforme, detto anche “radici a barba”.


Agente Patogeno: il Virus BNYVV

Il Beet Necrotic Yellow Vein Virus è l’agente virale responsabile della rizomania. Tuttavia, il virus non è in grado di muoversi da solo nel terreno: viene trasmesso da un protozoo parassita, il Polymyxa betae, che vive nel suolo e penetra nelle radici delle piante ospiti.


Ciclo Biologico del Patogeno

  1. Sopravvivenza nel suolo: le spore del Polymyxa betae possono rimanere vitali nel terreno per oltre 10 anni.
  2. Attivazione: in presenza di umidità elevata e temperature miti, le zoospore si liberano e infettano le radici.
  3. Trasmissione: una volta dentro la pianta, il fungo introduce il virus nelle cellule radicali.
  4. Replicazione: il virus si moltiplica e interferisce con il normale sviluppo delle radici, causando i sintomi tipici.

Sintomi della Rizomania

I sintomi variano in base allo stadio della coltura e all’intensità dell’infezione:

Sintomi a livello radicale:

  • Radici principali sottosviluppate
  • Proliferazione di radichette sottili (aspetto “barbuto”)
  • Ridotto sviluppo del fittone
  • Colorazione brunastra nei tessuti conduttori

Sintomi a livello aereo:

  • Clorosi internervale delle foglie più giovani
  • Appassimenti nelle ore più calde
  • Ritardo nello sviluppo vegetativo
  • Riduzione drastica della resa zuccherina

I sintomi sono più evidenti in zone del campo con ristagni idrici o forte compattazione del suolo.


Diagnosi e Monitoraggio

Il riconoscimento visivo può essere sufficiente in caso di sintomatologia marcata, ma la diagnosi certa richiede analisi di laboratorio (ELISA o PCR) su radici o suolo.

Il monitoraggio dovrebbe iniziare già dalle prime fasi di crescita, soprattutto in terreni con storia nota di infezione.


Prevenzione e Difesa

1. Rotazione colturale

Il Polymyxa betae sopravvive a lungo nel terreno, ma l’alternanza con colture non ospiti (come cereali o mais) può ridurre la pressione del patogeno.

2. Utilizzo di varietà tolleranti

È la strategia principale per il controllo della rizomania. Le moderne varietà resistenti riescono a contenere i sintomi e ridurre le perdite di produzione.

3. Gestione del suolo

  • Migliorare il drenaggio per evitare ristagni idrici
  • Ridurre la compattazione con lavorazioni appropriate
  • Evitare la semina in terreni troppo umidi

4. Controllo delle infestanti

Alcune infestanti possono fungere da ospiti secondari del fungo trasmettitore e vanno eliminate.


Diffusione in Italia

La rizomania è ormai endemica in molte zone italiane di coltivazione della bietola, in particolare nella Pianura Padana. È una delle principali preoccupazioni fitosanitarie del comparto bieticolo.


Impatto Economico

Le perdite causate dalla rizomania possono superare il 50% della resa in condizioni gravi. Inoltre, il contenuto zuccherino della radice infetta è significativamente più basso, riducendo il valore commerciale della produzione.


Conclusione

La rizomania della bietola è una malattia complessa e persistente, che richiede una strategia di difesa integrata basata su varietà resistenti, gestione agronomica oculata e attento monitoraggio. La prevenzione è l’unico mezzo realmente efficace, poiché una volta insediata nel terreno, la malattia è praticamente impossibile da eliminare.



+

Rispondi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.