La Sesamia nonagrioides, conosciuta anche come nottua del mais o piralide mediterranea, è un lepidottero della famiglia Noctuidae che causa gravi danni alle colture di mais, sorgo e altri cereali.
Identificazione della Sesamia nonagrioides
Adulto
- Apertura alare: 30–35 mm
- Colorazione: ali anteriori giallo-ocra; ali posteriori bianche e traslucide
- Attività: prevalentemente notturna
Larva
- Lunghezza: fino a 40 mm
- Colorazione: corpo giallognolo-rosato con capo e protorace scuri
- Comportamento: le larve scavano gallerie nei fusti delle piante ospiti, compromettendo la struttura e la vitalità della pianta
Distribuzione Geografica
La Sesamia nonagrioides è diffusa principalmente in:
- Europa meridionale: Italia (soprattutto regioni meridionali e isole), Spagna, Francia meridionale
- Africa settentrionale: Marocco, Algeria, Tunisia
- Altre regioni: Penisola Iberica, Canarie, alcune aree del Medio Oriente
Piante Ospiti
Oltre al mais, la Sesamia nonagrioides attacca diverse piante, tra cui:
- Sorgo
- Canna da zucchero
- Grano
- Riso
- Orzo
- Avena
- Miglio
- Asparago
- Cotone
- Solanacee
Ciclo Biologico
La Sesamia nonagrioides presenta un ciclo biologico che varia in base alle condizioni climatiche:
- Numero di generazioni: da una a tre per anno
- Svernamento: le larve svernano all’interno dei fusti delle piante ospiti
- Pupazione: avviene in primavera all’interno dei fusti o nel terreno
- Sfarfallamento: gli adulti emergono tra maggio e luglio, con possibili voli successivi in estate e autunno
Danni alle Colture
I danni causati dalla Sesamia nonagrioides sono significativi e includono:
- Gallerie nei fusti: indebolimento strutturale della pianta, con rischio di allettamento
- Danni alle spighe: attacchi diretti ai chicchi, riducendo la qualità e la quantità del raccolto
- Favorisce infezioni fungine: le lesioni causate facilitano l’ingresso di patogeni come Fusarium spp., aumentando il rischio di contaminazione da micotossine
Strategie di Controllo
1. Controllo Agronomico
- Rotazione delle colture: evitare la monocoltura di mais
- Gestione dei residui colturali: rimozione e distruzione dei residui per eliminare i siti di svernamento delle larve
2. Controllo Biologico
- Utilizzo di parassitoidi: introduzione di insetti utili come Cotesia typhae, che parassitano le larve della Sesamia nonagrioides
3. Controllo Chimico
- Trattamenti insetticidi: applicazione mirata durante la fase di schiusa delle uova o quando le larve sono ancora esposte, prima che penetrino nei fusti
- Utilizzo di varietà Bt: coltivazione di mais geneticamente modificato che esprime la tossina Cry1Ab, efficace nel controllo della Sesamia nonagrioides
Conclusioni
La Sesamia nonagrioides rappresenta una minaccia significativa per le colture cerealicole nel bacino del Mediterraneo. Una gestione integrata, che combina pratiche agronomiche, controllo biologico e, se necessario, interventi chimici, è essenziale per ridurre l’impatto di questo parassita e garantire la sostenibilità delle produzioni agricole.
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