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Il marciume del fusto può distruggere intere coltivazioni erbacee. Scopri come riconoscerlo, prevenirlo e difendere le tue piante da questo temibile patogeno.
Cos’è il marciume del fusto?
Il marciume del fusto è una malattia di origine fungina che colpisce numerose colture erbacee, tra cui soia, girasole, erba medica, pisello, trifoglio e molte altre specie foraggere e orticole. È causato da diversi agenti patogeni, tra cui:
- Sclerotinia sclerotiorum
- Rhizoctonia solani
- Fusarium spp.
Questi funghi attaccano la parte bassa del fusto, vicino al colletto, provocando il collasso della pianta.
Come riconoscerlo
I sintomi principali includono:
- Lesioni scure o brune alla base del fusto
- Tessuti interni marcescenti o secchi, a seconda del fungo coinvolto
- Appassimento improvviso della pianta, anche in presenza di umidità nel suolo
- Presenza di micelio bianco, sclerozi neri o muffa grigia a seconda dell’agente patogeno
- In fase avanzata: rottura del fusto, piante abbattute
Quali colture colpisce
Il marciume del fusto è diffuso in numerose colture, ma è particolarmente grave in:
- Soia e girasole
- Pisello e fava
- Erba medica e trifoglio
- Pomodoro, lattuga, cavolo
Condizioni favorevoli
- Elevata umidità del suolo
- Terreni pesanti e mal drenati
- Semina troppo fitta
- Residui colturali non interrati, che favoriscono la sopravvivenza del fungo
Ciclo e diffusione
I funghi responsabili possono:
- Sopravvivere per anni nel suolo sotto forma di sclerozi o spore
- Infettare le piante attraverso ferite o punti deboli del colletto
- Diffondersi rapidamente con l’acqua di irrigazione o pioggia battente
Come difendersi
- Rotazioni colturali con piante non sensibili
- Utilizzo di sementi sane e resistenti
- Drenaggio del terreno e preparazione del letto di semina ben aerato
- Evitare eccessi di azoto che favoriscono lo sviluppo di tessuti teneri
- In casi gravi: trattamenti con fungicidi specifici alla semina o in emergenza
Conclusione
Il marciume del fusto è una minaccia subdola ma estremamente pericolosa per molte colture. La prevenzione passa soprattutto dalla gestione agronomica intelligente, da un buon drenaggio e dalla sorveglianza costante.
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