Polyphagotarsonemus latus, noto come acaro bianco, è un parassita che può compromettere gravemente la salute di molte colture protette. Per gestirlo efficacemente, è fondamentale adottare un piano di monitoraggio preciso e interventi tempestivi.
Monitoraggio
Frequenza e strumenti
- Controlli settimanali o bisettimanali nelle serre e tunnel
- Utilizzo di lenti d’ingrandimento o microscopi portatili per identificare gli acari
- Campionamento di foglie giovani e germogli, soprattutto nella pagina inferiore
- Impiego di trappole adesive gialle per rilevare eventuali infestazioni
Segni da osservare
- Presenza di acari bianchi o traslucidi molto piccoli
- Sintomi di deformazioni, ingiallimenti o maculature sulle foglie
- Danni ai fiori e ai frutti
Interventi
Metodi chimici
- Applicare acaricidi specifici come spiromesifen o abamectina al superamento della soglia di danno
- Effettuare trattamenti mirati per evitare effetti negativi sugli insetti utili
- Ruotare i principi attivi per prevenire resistenze
Metodi biologici
- Introdurre predatori naturali come Neoseiulus cucumeris nelle fasi iniziali dell’infestazione
- Mantenere condizioni ambientali favorevoli agli antagonisti
Misure agronomiche
- Eliminare e distruggere parti di piante infestate
- Regolare umidità e temperatura in serra per ostacolare lo sviluppo degli acari
- Evitare sovraffollamenti di piante che favoriscono infestazioni
Conclusione
Un piano di monitoraggio regolare unito a interventi integrati permette di contenere efficacemente Polyphagotarsonemus latus, proteggendo la salute delle colture e assicurando produzioni di qualità.
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