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Ticchiolatura del Melo (Venturia inaequalis): Guida Completa al Riconoscimento e alla Difesa

La ticchiolatura del melo, causata dal fungo Venturia inaequalis, è una delle malattie più diffuse e dannose per il melo (Malus domestica). Presente in tutte le aree frutticole temperate, è in grado di compromettere gravemente la produzione, riducendo qualità e quantità dei frutti e danneggiando il fogliame. Eziologia e ciclo…


La ticchiolatura del melo, causata dal fungo Venturia inaequalis, è una delle malattie più diffuse e dannose per il melo (Malus domestica). Presente in tutte le aree frutticole temperate, è in grado di compromettere gravemente la produzione, riducendo qualità e quantità dei frutti e danneggiando il fogliame.


Eziologia e ciclo biologico

Venturia inaequalis è un ascomicete che sverna sotto forma di pseudoteci sulle foglie cadute a terra. All’inizio della primavera, in presenza di umidità e temperature favorevoli (tra 10–25 °C), le ascospore mature vengono rilasciate e infettano le foglie giovani.

Fasi principali del ciclo:

  1. Svernamento: nel fogliame caduto sotto forma di pseudoteci.
  2. Infezione primaria: ascospore rilasciate in primavera (regola dei tre 10: 10 mm pioggia, 10°C, 10 ore di bagnatura).
  3. Infezioni secondarie: conidiofori e conidi sulle lesioni attive, che infettano durante tutta la stagione.

Sintomi della ticchiolatura

Foglie

  • Macchie rotonde, verde oliva scuro o nere.
  • Ingiallimento e caduta anticipata.

Frutti

  • Lesioni nerastre depresse e rugose.
  • Deformazioni e spaccature superficiali.
  • Riduzione del valore commerciale.

Germogli

  • In casi gravi, necrosi e morte dei giovani apici.

Condizioni ambientali favorevoli

  • Umidità alta e bagnatura fogliare prolungata.
  • Temperature tra 16°C e 20°C ottimali per l’infezione.
  • Presenza di foglie infette cadute non rimosse.

Strategie di difesa integrata

1. Misure agronomiche

  • Rimozione delle foglie infette in autunno.
  • Potature di arieggiamento per ridurre l’umidità interna alla chioma.
  • Uso di varietà resistenti o tolleranti (es. Liberty, Florina, Topaz).

2. Trattamenti chimici

  • Fungicidi preventivi:
    • Captano
    • Ditianone
    • Dodina
  • Fungicidi sistemici:
    • Triazoli (es. difenoconazolo)
    • Strobilurine (es. trifloxystrobin)

3. Lotta biologica

  • Applicazione di composti naturali come zolfo o bicarbonato di potassio.
  • Impiego di funghi antagonisti come Aureobasidium pullulans.

Previsione e monitoraggio

  • Software agronomici o modelli previsionali basati su umidità, temperatura e ore di bagnatura fogliare.
  • I trattamenti si programmano prima dell’infezione, seguendo le curve di sporulazione.

Conclusioni

La lotta alla ticchiolatura del melo richiede un approccio integrato, che combini buone pratiche agronomiche, monitoraggio ambientale e trattamenti mirati. Riconoscere tempestivamente i sintomi e intervenire con i prodotti adeguati può salvare intere produzioni e garantire frutti sani e commerciabili.


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